Menù

BLOGFUNDRAISING

Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.

 

Crowdfunding, arte e cultura: Coen Cagli intervista Valeria Vitali di Rete del Dono

da | 2 Lug 2018 | Fundraising: vorrei e non vorrei | 0 commenti

Rete del Dono, piattaforma leader nel campo del crowdfunding donation based, promuove la seconda edizione del Premio Rete del Dono per la Cultura. Si tratta di un’iniziativa rivolta alle organizzazioni non profit attive nel mondo dell’arte e della cultura e l’idea è quella di farle approssimare al crowdfunding, consentendogli di sperimentare questa pratica di raccolta fondi e di coinvolgere in modo attivo le loro community.

Per l’occasione, Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Roma Fund-Raising.it, ha intervistato Valeria Vitali, fondatrice di Rete del Dono.

Perché Rete del Dono ha pensato di istituire un premio per la cultura?

Quest’anno siamo alla seconda edizione del Premio Rete del Dono per la cultura. Il Premio nasce, infatti, nel 2017 con il proposito di sostenere e premiare le organizzazioni che si avvicinano al crowdfunding per accrescere la raccolta fondi a beneficio di progetti artistici e culturali. Nel 2016, in Italia, oltre il 20% delle campagne di crowdfunding ha riguardato in modo specifico iniziative culturali. Il dato dimostra che il mondo della cultura ha bisogno di risorse e strumenti per rafforzare i propri progetti e continuare ad essere un elemento attivo e propulsivo della società. Da qui nasce l’idea di mettere a disposizione le competenze maturate in questi anni di lavoro sul campo per accompagnare le organizzazioni nel proprio percorso di crescita e avvicinamento al crowdfunding. Valorizzare e riconoscere il loro impegno, premiandole con una donazione, ci è sembrata la giusta ricompensa.

La natura progettuale del crowdfunding si presta perfettamente ed è assolutamente sinergica alle esigenze del settore: dal restauro di un pianoforte o di una statua, all’attivazione di un corso di musica per bambini, alla creazione di un nuovo polo culturale all’interno di un museo civico.

Premio Rete del Dono per la Cultura

Premio Rete del Dono per la Cultura.

Ad oggi, secondo la tua esperienza, quanto le organizzazioni culturali guardano al crowdfunding donation based?

Oggi le organizzazioni culturali sono consapevoli che investire tempo e risorse nella raccolta fondi è fondamentale per poter continuare a svolgere le proprie attività e crescere. Negli ultimi dieci anni il settore ha lentamente perso una parte importante dei contributi pubblici destinati ad arte e cultura trovandosi, perciò, nella condizione di dover pensare alla raccolta fondi in modo sistematico. Il settore si sta attrezzando, ma è ancora molto immaturo poiché non ha avuto modo di sviluppare solide competenze nelle tecniche di fundrasing e digital marketing.

Per le organizzazioni meno mature il crowdfunding diventa, quindi, un ottimo strumento per avvicinarsi, un passo alla volta, alla raccolta fondi (soprattutto on line) partendo dall’analisi del proprio sito web alla sistematizzazione del proprio database, alla newsletter o alla pianificazione dei contenuti sui canali social.

Per le organizzazioni più esperte, invece, può diventare un ottimo strumento utile ad arricchire e consolidare la propria presenza sul Web, raggiungendo nuovi obiettivi e ampliando il proprio campo d’azione.

Come sempre le parole d’ordine sono resilienza e costanza.

CI sono esperienze che, secondo te, vale la pena citare a titolo di esempio?

Ci sono diversi progetti che hanno avuto successo su Rete del Dono. Di grande attrazione e interesse è stata la campagna di crowdfunding “Back to Bech: un pianoforte per la Civica”, promossa della Scuola Civica di San Sperate in provincia di Cagliari. Francesco Pilia, appassionato di musica e direttore della Scuola Civica di San Sperate, ha deciso di promuovere una campagna di crowdfunding per restaurare un pianoforte a coda Bechstein. Lo strumento musicale era stato donato alla Scuola ma c’era necessità di un sostanzioso intervento di restauro, per il quale si dovevano raccogliere 8.000 euro che sarebbero serviti a rimettere a nuovo e trasportare il piano dal Veneto a Cagliari.

La community era composta prevalentemente dai fruitori della scuola (i famosi legami forti ovvero insegnanti, studenti e relative famiglie) non era sufficientemente estesa e non bastava a portare a termine la campagna. Così, Francesco, intuendo il grande potenziale dell’operazione, ha deciso di mettere in atto un piano strategico per allargare la comunità.

In primo luogo, lo ha fatto decidendo di focalizzare l’attenzione sul progetto, cioè sul pianoforte, trasformandolo in un simbolo forte capace di sensibilizzare e catturare l’attenzione delle persone. In seconda battuta, ha coinvolto un gruppo di musicisti residenti in Sardegna, che si sono impegnati a realizzare un CD pro-bono e una serie di concerti aperti alla comunità. In questo modo la Scuola ha avuto la possibilità di allargare la propria rete e avvicinare a sé i tanti amanti della musica e della cultura. Una grande opportunità per affacciarsi verso un pubblico nuovo, sensibile e aperto ad ascoltare il valore sociale e culturale della campagna “Back to Beck: un pianoforte per la Civica”.

Grazie a quest’operazione, la Scuola Civica è riuscita ad allargarsi, coinvolgendo sia una nuova comunità tematica (quella degli appassionati di musica tout court), sia una comunità territoriale (quella dei residenti e della società civile interessata alla crescita e al miglioramento del tessuto sociale del proprio territorio). 

Quali sono i punti di forza che un’organizzazione culturale può giocarsi per avere successo nel crowdfunding per la cultura?

  • Progettualità – Saper lavorare per progetto è un valore aggiunto perché facilita l’organizzazione nella sua attività di pianificazione e strutturazione della campagna di crowdfunding.
  • Capillarità sul territorio – Possedere una consolidata presenza sul territorio è fondamentale e strategico perché significa poter contare su una community che, se bene sollecitata, sarà in grado di rispondere al nostro appello a donare, donerà e inviterà altri a fare lo stesso.
  • Presidio del Web – È un tassello importante per partire con il piede giusto. Saper presidiare il Web significa conoscerlo e comprendere le logiche che lo governano. Chi ha già acquisito tali competenze, saprà sfruttarne al meglio la viralità per far conoscere il proprio progetto e massimizzarne la raccolta fondi.

Adesso, in tre righe, un appello da girare a tutte le organizzazioni culturali per iscriversi al premio!

Un’opportunità unica per sperimentare il crowdfunding insieme alla tua organizzazione. Un’occasione per scoprire e approfondire in prima persona le logiche del Web e avvicinarsi al digital fundraising.

0 commenti

Manifesto del fundraising
IL PRIMO MANIFESTO SUL FUNDRAISING
Il fundraising cambia. Scopri qui come!
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per aver scaricato il Manifesto. Seguici su Facebook per ricevere le novità.
VITAMINE AL TUO FUNDRAISING? SEGUICI!
*Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e fornisco il consenso al trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Manifesto del fundraising
KNOWLEDGE CENTER
Una delle più grandi raccolte di documenti on line sul fundraising.
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per la visita al Knowledge Center. Seguici su Facebook per ricevere le novità.