Menù

BLOGFUNDRAISING

Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.

 

Crowdfunding per la cultura, primo passo verso il donor journey: intervista a Valeria Vitali di Rete del Dono

da | 9 Apr 2019 | Fundraising: vorrei e non vorrei | 0 commenti

A pochi giorni dall’evento +Fundraising +Cultura, ho intervistato Valeria Vitali, fondatrice di Rete del Dono e ne è venuta fuori una interessante conversazione sul crowdfunding, il fundraising e la cultura.

Valeria, vuoi dire in due parole, per chi non la conoscesse, cosa è Rete del Dono?

Rete del Dono è frutto di due grandi passioni: sport e solidarietà. Aver avuto la fortuna di “scontrarci” strada facendo con Justgiving, ci ha dato uno stimolo in più per mettere a sistema sogni e passioni. Scopriamo che un individuo può farsi ambasciatore di una buona causa e attivarsi per sostenerla diventando personal fundraiser. E così nasce Rete del Dono.

Nasce con l’obiettivo di diffondere anche nel nostro Paese la cultura del dono come gesto di solidarietà e di cittadinanza attiva. Ci appassiona l’idea che un individuo possa contribuire personalmente alla promozione e alla crescita di una buona causa, alla realizzazione di un progetto di interesse collettivo, attivandosi nella raccolta fondi per contribuire, ad esempio, al restauro di un pianoforte d’epoca o di un libro, alla messa a punto di una biblioteca o di un bene pubblico.

Come nasce il vostro specifico impegno nel campo della cultura?

L’incontro con il mondo della cultura nasce per caso e in modo assolutamente spontaneo. Dalla prima esperienza con il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano per l’allestimento dello Spazio Luna ove ospitare il frammento lunare della missione Apollo 17, tante piccole organizzazioni si sono avvicinate a noi sperimentando il crowdfunding. Osservando queste esperienze da vicino, abbiamo imparato che, per molte istituzioni e organizzazioni culturali, il crowdfunding è il primo modo per avvicinarsi al fundraising in modo strutturato e sistematico, mettendo al centro l’elemento progettuale. Il crowdfunding consente ad un’organizzazione di avvicinarsi al fundraising a piccoli passi, partendo dalla realizzazione di un progetto. Se ho un progetto con un determinato fabbisogno economico, posso decidere di intraprendere una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per la realizzazione dello stesso. Ad esempio, il Castello D’Albertis di Genova ha appena concluso una campagna per digitalizzare il Diario del Capitano e renderlo disponibile ai propri visitatori. Hanno lavorato in primis al progetto, dalla catalogazione dei materiali e digitalizzazione degli stessi alla scelta del luogo in cui accogliere il diario digitale e alla definizione del budget. Ma la vera sfida è stata quella di condividere il progetto con la propria community per renderla partecipe dell’entità dello sforzo e dell’ammontare che bisognava raccogliere per realizzarlo.

Hai nominato due parole importanti: community e progetto. Anche noi riteniamo che siano un po’ la chiave di volta del fundraising per la cultura. Vuoi spiegarci meglio che ruolo hanno nel crowdfunding?

L’elemento progettuale è un tassello strategico ai fini del coinvolgimento della community. E qui entra in gioco un elemento fondamentale, cruciale per la vita e la crescita di un’organizzazione: il suo patrimonio relazionale. La community non è altro che l’insieme delle relazioni di fiducia costruite e sviluppate nel corso degli anni.

A questo punto, la vera domanda da porsi è: conosco la mia community? Chi sono? Quando e quanto hanno donato? Quante volte? Su cosa devo fare leva per attivare la sua fiducia?

Il crowdfunding ci mette brutalmente di fronte al famoso tema del “donor care”, del “donor cultivation”. Mi sono mai preoccupato di sviluppare, curare e coltivare la relazione con il mio donatore? Ho il polso della situazione? Il crowdfunding ci aiuta a fare la resa dei conti, ci aiuta a capire cosa e quanto ho costruito in termini di relazioni.

Mi sembra che tu stia disegnando un nuovo “paradigma” della raccolta fondi per la cultura. È così?

Si esce finalmente dalla logica della sponsorship o del mecenatismo da parte di persone ricche e facoltose, che ha tanto caratterizzato il mondo della cultura in Italia, per entrare a tutti gli effetti in quello della “raccolta fondi” dove costruire solidi legami, basati sulla fiducia, che diventa fondamentale per la vita e la crescita di un’organizzazione. La fiducia è fondamentale per creare una relazione che sia motore di scambio e di arricchimento, sia per l’organizzazione che per il potenziale donatore.

La fiducia è lo zoccolo duro su cui costruire un rapporto che non sia “mordi e fuggi”, “prendi i fondi e scappa”, ma che preveda un percorso in cui accompagnare il donatore dentro la nostra storia, dentro la nostra missione per coinvolgerlo e renderlo partecipe (donor journey). Vogliamo accerchiarci di sostenitori consapevoli che partecipino alle nostre attività perché credono nella nostra buona causa, perché amano quello che facciamo e sono disposti, anzi sono felici, di donare per partecipare. Nostro proposito è diffondere la cultura del dono anche nel mondo della cultura, un mondo ancora lontano da queste logiche ma in cui ci sono grandi potenzialità per farla crescere e fiorire.

Cosa può fare Rete del Dono per favorire la crescita di questo approccio al fundraising culturale?

Noi ci crediamo e anche quest’anno lanciamo, in collaborazione con UBI Banca, il Premio Rete del Dono per la Cultura. L’iniziativa è riservata a enti e organizzazioni non profit che attivino sulla nostra piattaforma una campagna di crowdfunding finalizzata alla realizzazione di un progetto in ambito artistico, culturale o musicale. In pratica, premiamo i migliori progetti intervenendo con un nostro finanziamento. Per scoprirne di più: www.retedeldono.it/premio/cultura


Rete del Dono è sponsor dell’evento +Fundraising +Cultura, organizzato per il 12 di aprile dalla Scuola di Fundraising di Roma. Valeria Vitali porterà l’esperienza della piattaforma, fornendo utili spunti circa il ruolo che il crowdfunding e il personal fundraising possono svolgere per il sostegno delle istituzioni culturali.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Manifesto del fundraising
IL PRIMO MANIFESTO SUL FUNDRAISING
Il fundraising cambia. Scopri qui come!
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per aver scaricato il Manifesto. Seguici su Facebook per ricevere le novità.
VITAMINE AL TUO FUNDRAISING? SEGUICI!
*Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e fornisco il consenso al trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Manifesto del fundraising
KNOWLEDGE CENTER
Una delle più grandi raccolte di documenti on line sul fundraising.
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per la visita al Knowledge Center. Seguici su Facebook per ricevere le novità.
Guida 2019: anno della fiducia
2019: L'ANNO DELLA FIDUCIA
La guida per rimettere in moto il pensiero strategico sul fundraising
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per aver scaricato la Guida. Seguici su Facebook per ricevere le novità.