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Se il crowdfunding non è un progetto ma un programma: il caso “Abrace o Brasil”

da | 12 Ott 2017 | Balene che volano | 0 commenti

Dalle scuole in Amazzonia all’imprenditorialità nelle favelas, dalle orchestre giovanili ai rifugiati, dalla tutela della biodiversità alla lotta contro la violenza sulle donne.

E tanto altro ancora.

Siamo in Brasile. Meglio, tra Stati Uniti e Brasile. La campagna “Abrace o Brasil” (Abbraccia il Brasile) è stata infatti lanciata dalla BrazilFoundation, organizzazione senza fini di lucro con sede nei due paesi che, da ormai 17 anni, porta avanti iniziative di innovazione sociale nel paese sudamericano, grazie al coinvolgimento di tante persone appassionate di questo paese, molte delle quali residenti negli Stati Uniti.

“Abrace o Brasil” è un esempio di “crowdfunding sistemico”. Non un progetto ma un vero e proprio programma composto da cento azioni proposte da altrettante organizzazioni attive sull’intero territorio brasiliano su temi attuali e assai diversi fra loro.

I progetti sono raccolti su una piattaforma di crowdfunding creata appositamente per la campagna. I sostenitori possono scegliere i progetti che più gli stanno a cuore e donare entro la data in cui cade la Giornata del Dono, che in Brasile è fissata al 28 novembre.

Un elemento che ritengo particolarmente interessante è che le organizzazioni a cui è possibile donare sulla piattaforma, sono state precedentemente e accuratamente selezionate dalla BrazilFoundation, da cui hanno già ricevuto finanziamenti. Proprio per essersi rivelati interlocutori seri e credibili, sono state perciò invitate a partecipare alla campagna “Abrace o Brasil”.

È possibile fare alcune considerazioni.

  1. Garanzia – Credo che nella selva delle piattaforme di crowdfunding, in cui spesso non è facile capire se un progetto sarà portato avanti in modo costruttivo da chi richiede il finanziamento, il fatto che ci sia una sorta di ente garante come una fondazione (la BrazilFoundation, in questo caso) sia sinonimo di maggiore affidabilità e trasparenza.
  2. Logica di programma – Non finanzio un singolo intervento (la goccia nel mare) ma rendo possibile la realizzazione di una serie di azioni le quali, insieme, garantiscono un impatto più forte. Si passa dal ragionare per progetto al ragionare per programma, cercando di stimolare un processo innovativo nella società. Un abbraccio al Brasile coniugato in tanti piccoli abbracci diffusi. Tale logica è richiamata anche nei nomi dei progetti, che sono riportati come abbracci a tante diverse buone cause.
  3. Possibilità di scelta del donatore – Trattandosi di una piattaforma di crowdfunding specializzata e in grado di intercettare una nicchia specifica (in questo caso le persone interessate al Brasile, gran parte delle quali residenti al di fuori dal paese verde-oro), come spiegato nel punto seguente, le probabilità che un’organizzazione riesca a trovare donatori al di fuori della sua rete sono più elevate. Questo è agevolato dalla possibilità di scegliere con facilità grazie ad un motore di ricerca interno alla piattaforma, che consente di trovare progetti per temi e per i diversi ventisette stati del Brasile. La pagina di ciascuna azione, come per ogni piattaforma di crowdfunding, contiene informazioni dettagliate sul progetto e sull’organizzazione, una semplice indicazione di come il contributo del donatore aiuterà a sviluppare il progetto, alcuni video, link e i contatti.
  4. Bacino di utenza e attivazione di reti esterne alla singola organizzazione – Il bacino di persone che la piattaforma riesce a raggiungere è potenzialmente molto più vasto. Come già anticipato, ragionando in termini di programma (e non di progetto), la campagna riesce potenzialmente a intercettare molti più donatori. Oltre alla rete della BrazilFoundation, vengono tirate in ballo le reti di altre cento organizzazioni. La piattaforma agisce perciò come moltiplicatrice delle informazioni su tutti i progetti che cercano finanziatori e non è difficile immaginare che, trattandosi di una nicchia di pubblico profondamente interessata alla materia con molti donatori che vivono all’estero, le motivazioni per donare anche a più di un progetto non manchino.
  5. Possibilità di sfruttare i canali di comunicazioni di 101 organizzazioni – Questo è un dato di fatto. Se oltre alla BrazilFoundation tutte le organizzazioni che hanno candidato i loro progetti nella piattaforma di “Abrace o Brasil” intraprendono azioni di comunicazione sui media, siano essi il Web o strumenti più tradizionali, ci sarà un beneficio per tutti i progetti in termini di visibilità agli occhi della medesima nicchia specializzata di pubblico. Da notare che lo stesso nome della campagna è un hashtag perfetto, che ritengo particolarmente azzeccato.
  6. Costi e fini della campagna – Trattandosi di una campagna di crowdfunding lanciata da una fondazione, che non ha fini di lucro, la piattaforma non trattiene alcuna percentuale e i progetti ricevono per intero la somma destinata dai donatori (fatte salve le commissioni delle carte di credito). Il fine è evidentemente sociale e di incentivo alla cultura del dono.
  7. Lobbying – Infine, c’è un elemento di lobbying. Lanciare un progetto di crowdfunding nell’ambito di una campagna come questa, permette di fare maggiore pressione sulla stampa, farsi notare, intercettare aziende che cercano idee innovative per indirizzare le loro strategie di responsabilità di impresa, avviare canali di dialogo con pubbliche amministrazioni, enti locali e altre organizzazioni della società civile.

Ad oggi, i progetti stanno già ricevendo finanziamenti attraverso la piattaforma. Manca ancora abbastanza tempo al 28 novembre e sarà interessante analizzare i risultati della campagna.

Di certo c’è che la strategia dello “stare insieme” nel crowdfunding possiede molti vantaggi in casi, come questo, in cui la nicchia di pubblico è ben definita e sufficientemente larga e motivata.

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Simone Apollo

Simone Apollo

Sociologo e consulente di comunicazione e marketing per il terzo settore. Fondatore della web agency Baleia.

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