Menù

BLOGFUNDRAISING

Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.

La formazione al fundraising serve davvero? Intervista a Rosalba Pastena

da | 14 Feb 2019 | Forma Mentis | 0 commenti

Per rispondere a questa domanda, abbiamo avuto una bella conversazione con Rosalba Pastena, fundraiser di Isla Ng Bata Onlus e Referente Gruppo Territoriale Assif del Lazio.

Dopo più di dieci anni di corsi di formazione sul fundraising (alla quale hanno preso parte circa 2.000 organizzazioni e più di 7.000 persone), vogliamo capire se la formazione ha giocato un ruolo essenziale per lo sviluppo del fundraising sia a livello personale e professionale dei partecipanti sia, più in generale, a livello delle loro organizzazioni.

Anche se i nostri corsi hanno raccolto sempre valutazioni molto alte da parte dei partecipanti (normalmente tra 8,5 e 9,5 su base 10) non ci basta raccogliere il grado di soddisfazione immediato, ma vogliamo provare a indagare sugli impatti di medio e lungo periodo. Questo è anche un modo per avere indicazioni sul se e sul come ri-orientare le nostre strategie di formazione e anche per avere suggerimenti che possono essere utili a tutti coloro (e sono tanti) che con passione e professionalità si occupano di formazione al fundraising in Italia.

Abbiamo pensato di fare questa valutazione (di tipo qualitativo) dialogando con alcuni dei partecipanti ai nostri corsi e in particolare con chi ha svolto con noi un itinerario formativo complesso e certificante. Oggi ne parliamo con Rosalba Pastena, fundraiser di Isla Ng Bata Onlus e referente del gruppo territoriale Lazio di ASSIF, alla quale abbiamo rivolto alcune domande.

Rosalba fa molte considerazioni interessanti non solo sugli impatti positivi ma anche su quello che, con il senno di poi, si può migliorare.

Per il tempo che ci ha dedicato e il pensiero che ci ha messo desidero ringraziare Rosalba da parte di tutto lo staff della Scuola.

Buona lettura

Intervista a Rosalba Pastena

La formazione ha un costo sia per la persona sia per l’organizzazione. Vorremmo sapere da te se, alla luce dell’esperienza fatta, tu possa ritenere che la tua partecipazione sia stata un ottimo, un buono, un adeguato investimento o se invece non sia stata positiva. Ossia se a fronte del tuo impegno hai percepito impatti positivi che ripaghino l’investimento.

Io credo che la formazione sia un investimento, a prescindere dalla professione e dal settore lavorativo. Un fundraiser, poi, deve necessariamente coltivare un sapere trasversale per stare al passo con il cambiamento e per fare da traino, in qualche modo, all’ente nel quale opera. Ho la fortuna di lavorare in una piccola organizzazione che ha compreso l’importanza della formazione, a tutti i livelli, direttivo compreso, al fine di acquisire conoscenze e competenze necessarie per migliorare il lavoro di tutta l’organizzazione.

A livello personale, partecipare ai corsi della Scuola di Roma Fund-Raising.it mi ha permesso di gettare le basi per iniziare a costruire un percorso professionale che, proprio grazie alla relazione tra teoria e pratica, ha avuto uno sviluppo positivo sia in termini di crescita personale, sia nei rapporti interni all’associazione.

Chiaramente, se ritieni che sia stato un buon investimento, vorremmo anche sapere perché. Innanzitutto rispetto alla tua professione e quindi pensando soprattutto alla dimensione individuale. In cosa la formazione ha inciso nel formare il tuo profilo professionale (conoscenze, competenze, attitudini, attività pratiche, informazioni, ecc.). Se oggi tu puoi dichiararti una professionista della raccolta fondi, su quali aspetti in particolare ha giocato un ruolo positivo la formazione fatta con la Scuola? Quali impatti oggettivi ha prodotto sulla tua professione?

Non posso dimenticare la prima lezione sul fundraising con Massimo Coen Cagli, Direttore Scientifico della Scuola, in cui ci veniva spiegato “cosa è il fundraising” e cosa significa garantire sostenibilità ad un’organizzazione non profit. Venivo dal mondo della Cooperazione, il tema dello sviluppo (sostenibile) mi è molto caro e ritrovarlo, sebbene in un diverso contesto, mi ha fatto capire che ero sulla giusta strada.

Ho seguito molti corsi con la Scuola e ho avuto modo di mettere subito in pratica le conoscenze acquisite, ma i corsi che ho seguito mi hanno aiutata soprattutto ad acquisire fiducia in me stessa e nel lavoro che svolgo quotidianamente, hanno in qualche modo allargato la mia visione di un lavoro che non può, a mio avviso, essere limitato alle sole tecniche ma che abbraccia appunto competenze trasversali per generare un approccio dinamico e aperto al cambiamento, dentro e fuori l’organizzazione.

Vorremmo anche sapere se e perché è stato eventualmente un buon investimento dal punto di vista dell’organizzazione nella quale lavori o hai lavorato e nella quale hai potuto portare la preparazione avuta dalla Scuola. Quali sono gli impatti osservati nella tua organizzazione e che ragionevolmente possono essere ricollegati a contenuti ed esperienze fatte da te durante i corsi?

Posso senz’altro affermare che, dopo i corsi seguiti alla Scuola, la mia organizzazione si è dimostrata più attenta e incline all’ascolto rispetto alle attività di raccolta fondi che portiamo avanti. In termini operativi ho potuto subito mettere a frutto quello che avevo imparato, penso in particolare al nuovo sito, al blog e alla gestione dei canali social che abbiamo costruito proprio dopo il corso che avevo seguito, ma anche al laboratorio sul 5 per mille e al lavoro sulla strategia a partire dalla Swot Analysis.

Devo anche dire che i formatori della Scuola si sono sempre dimostrati disponibili nel momento in cui abbiamo chiesto consigli e anche questo credo sia un valore aggiunto rispetto all’esperienza fatta.

Per quanto possa essere stata un’esperienza positiva, sicuramente, alla luce del tuo impegno professionale personale e in un’organizzazione, ti chiediamo di dirci che cosa, con il senno di poi, ritieni che mancava e che invece senti necessaria oggi, nell’offerta formativa della Scuola. A livello di contenuti, a livello di didattiche (delle modalità di insegnamento) o di altri aspetti che tu ritieni importanti.

Io credo che la formazione di un fundraiser sia importante tanto quella dell’organizzazione in cui si lavora. Se da un lato è importante la crescita professionale del fundraiser, dall’altro è necessario che l’organizzazione sia coinvolta in alcuni aspetti della formazione. Se il fundraiser segue un corso ma non ha poi il sostegno dell’organizzazione come può mettere in pratica le conoscenze acquisite?

Ritengo quindi importante allargare la partecipazione ad alcuni corsi anche ai membri delle organizzazioni, come il direttivo o i consiglieri, e magari permettere un confronto aperto rispetto alla scelta dei singoli corsi per poter discutere delle applicazioni pratiche una volta terminato il corso. Il consiglio di un esperto o di un consulente ha comunque risonanza diversa rispetto a quello del fundraiser interno.

Sarebbe poi opportuno, a mio avviso, proporre una condivisione allargata ad inizio corso, rispetto agli obiettivi dei partecipanti, alle loro aspettative, alle loro competenze e aprire un confronto aperto alla fine del corso. Dal confronto c’è sempre da imparare, io credo!

Chi organizza corsi di formazione ha in mente che deve produrre alcuni impatti nelle persone e nelle organizzazioni. Questi sono gli impatti attesi. Ma spesso, a valle di un corso di formazione, ci si accorge che l’esperienza fatta ha prodotto ulteriori impatti positivi che l’ente di formazione non si era proposto di raggiungere. Un esempio comune è la creazione di opportunità di approfondimento, opportunità professionali (nuove opportunità di lavoro, l’avvio di una nuova attività, ecc.) o la creazione di relazioni amicali o networking tra professionisti e molto altro ancora. Hai percepito in tal senso un “valore aggiunto” dei corsi della Scuola?

Credo che un valore aggiunto della Scuola sia proprio la professionalità e la competenza di chi ci lavora. Ho incontrato docenti e professionisti che stimo molto, che hanno una visione “ampia” della raccolta fondi e che quindi mi hanno aiutato ad allargare i miei orizzonti professionali.

Nei corsi della Scuola poi, ho sentito parlare per la prima volta di ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser, di cui oggi faccio parte e che mi ha permesso di conoscere tanti colleghi e fundraiser esperti con cui fare network e con cui scambiare buone pratiche.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Manifesto del fundraising
IL PRIMO MANIFESTO SUL FUNDRAISING
Il fundraising cambia. Scopri qui come!
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per aver scaricato il Manifesto. Seguici su Facebook per ricevere le novità.
VITAMINE AL TUO FUNDRAISING? SEGUICI!
*Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e fornisco il consenso al trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Manifesto del fundraising
KNOWLEDGE CENTER
Una delle più grandi raccolte di documenti on line sul fundraising.
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per la visita al Knowledge Center. Seguici su Facebook per ricevere le novità.
Guida 2019: anno della fiducia
2019: L'ANNO DELLA FIDUCIA
La guida per rimettere in moto il pensiero strategico sul fundraising
Ho preso visione dell'informativa sulla privacy, accetto e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per l'invio di newsletter e comunicazioni sulle attività della Scuola.
Grazie per aver scaricato la Guida. Seguici su Facebook per ricevere le novità.