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FUNDRAISING E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Il fundraising al centro della sostenibilità dei servizi pubblici.

Il fundraising non è tappare un buco in cassa.

Finora il fundraising è stato considerato per lo più un correttivo dell’economia pubblica e del mercato, laddove questi sistemi non erano in grado di coprire tutte le esigenze di benessere di una comunità.

Ma il fundraising non è una misura correttiva e strumentale. Non è tappare un buco in cassa. Non è una azione che “obtorto collo” siamo costretti a fare per necessità. Al contrario, è stato il modo con cui storicamente la società civile ha dato vita a sistemi di welfare sociale, in Italia a partire dal 1200.

Esso viene prima della nascita della finanza pubblica.

In gioco c’è la sostenibilità del sistema di welfare.

Oggi il fundraising è chiamato di nuovo a ribadire il suo ruolo perché ad essere in gioco è la sostenibilità di tutto il sistema di welfare a partire da nuovi presupposti. Ossia se sia possibile pensare ad un sistema di sostenibilità basato non solo sul prelievo fiscale ma anche, se non soprattutto, su scambi volontari e investimenti sociali.

Molti fenomeni si muovono in tal senso: dalla mobilitazione dei genitori nelle scuole per garantire qualità, a casi analoghi nelle biblioteche, a grandi imprenditori che intendono investire parte del profitto in servizi sociali, a organizzazioni non profit che intendono dare in modo nuovo tradizionali servizi sanitari, a forme di impresa non profit e low profit nel campo delle energie alternative e dei rifiuti, fondazioni private e di azienda che tendono sempre più ad assumere un ruolo di investitori sociali piuttosto che di meri filantropi, ecc.

Tuttavia manca una progettualità politica, sia pubblica che sociale, che permetta a questi fenomeni di fare sistema. In poche parole, manca in Italia, una politica del fundraising, che invece è presente in altri paesi dell’OCSE e anche in altri in via di sviluppo o ad alto tasso di sviluppo (India, Brasile, ecc.)

Tutto ciò nel quadro più ampio di un ripensamento del modello generale di costruzione del benessere sociale e in particolare delle politiche culturali, transitando da paradigmi propri del “welfare state” caratterizzati da un rapporto indiretto tra utenti, erogatori dei servizi, e titolari delle politiche a quelli del “welfare community” basati invece su una forte partnership tra soggetti sociali, statuali e professionali.

La questione porta con sé, quindi, anche un diverso ruolo degli attori in campo: le aziende, le fondazioni, gli individui e le loro organizzazioni sociali e chiaramente il non profit. Da semplici portatori di risorse a partner di una nuova politica partecipativa, in cui le organizzazioni non profit abbiano il ruolo di costruttori di un nuovo welfare e di sistemi per sostenerlo.

FACCIAMO FUNDRAISING CON LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

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FUNDRAISING PER LE BIBLIOTECHE

Siamo specialisti nel supportare le biblioteche a trovare ossigeno e a sostenere mission e progettualità.

FUNDRAISING PER LE UNIVERSITÀ

Realizziamo i nostri corsi di fundraising anche localmente, in partnership con organizzazioni e reti di organizzazioni attive nel campo della formazione o del sostegno agli enti nonprofit. Questo tipo di formazione aiuta a contenere costi di produzione e partecipazione e, al tempo stesso, ad adattare i moduli formativi già del catalogo della Scuola alle specificità del contesto locale o di progettarne di nuovi insieme ai partner.

FUNDRAISING PER LE SCUOLE

Aiutiamo le scuole pubbliche a raccogliere fondi e a superare gli ostacoli per avviare una strategia di fundraising strutturata.