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FUNDRAISING PER LE SCUOLE

L'energia del fundraising a sostegno delle scuole. Scopri come fare fundraising per le scuole.

Scuola e fundraising

La raccolta fondi per la Scuola è possibile e già praticata da tantissime scuole italiane ma non in modo strategico.

Il suo sviluppo è legato soprattutto a quanto i dirigenti scolastici e le altre componenti della scuola, inclusi i genitori, sentano forte l’appartenenza all’istituto e abbiano un orientamento ad occuparsi “socialmente” dei beni comuni. Chiaramente è necessario anche che vi sia del personale docente e non che sia adeguatamente formato a fare fundraising.

Tuttavia i maggiori ostacoli a fare fundraising nella scuola pubblica italiana non sono di natura tecnica, ma risiedono soprattutto nel ruolo che esso ha nel quadro dell’autonomia scolastica.

Il fundraising è una grande opportunità per la scuola italiana, non perché unica strada percorribile per fare cassa ma perché mette in moto una serie di dinamiche interne ed esterne, che concorrono affinché l’Istituto scolastico riconquisti il suo ruolo principale di “bene comune”, coinvolgendo l’intera comunità intorno alla gestione di una delle più importanti infrastrutture del welfare del nostro Paese.

Insomma non c’è fundraising per la scuola se questa non ha una forte identità sociale, se non produce valore aggiunto, se non diventa una istituzione della comunità e non un mero servizio e allarga la sua governance alle componenti sociali.

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Investire sul fundraising per la scuola? Si può

Spesso ci sentiamo dire che il fundraising per la scuola sarebbe importante, sì, ma purtroppo la scuola versa in condizioni economiche tali che essa non può investire in formazione o assistenza professionale. Non è vero. Nella nostra esperienza abbiamo incontrato istituti scolastici che hanno organizzato corsi di formazione con laboratori pratici con fondi propri destinati alla formazione del personale, attivando gli uffici regionali scolastici, utilizzando il bonus di 500 euro destinato ai docenti, inserendo il fundraising in progetti di innovazione presentati in bandi regionali o europei o, infine, promuovendo interventi “di sistema” finanziati da Fondazioni, o sfruttando i progetti di alternanza scuola/lavoro coinvolgendo maggiormente il personale scolastico.

Se c’è la volontà di investire, i mezzi si trovano. La Scuola di Roma Fund-Raising.it è a disposizione degli Istituti scolastici per parlarne insieme e trovare la soluzione.

Un’esperienza di tanti anni

La Scuola di Roma Fund-Raising.it, ha esperienza pluriennale in attività di formazione rivolte alle istituzioni pubbliche del settore istruzione e formazione professionale svolte con partner quali:

  • ItaliaScuola;
  • ANCI;
  • Singoli Istituti e loro distretti;
  • Progetto Scuole Aperte del Ministero della Pubblica Istruzione, società editoriale Vita e ANCI;
  • Ufficio Scolastico Regionale Toscana;
  • Ufficio Scolastico Regionale Umbria;
  • MIUR – AFAM che ha portato anche alla produzione di una manualistica specifica per i Conservatori;
  • Programma di formazione e accompagnamento alla realizzazione di progetti pilota per le Scuole.

La nostra produzione

  • A Maggio 2014 Massimo Coen Cagli ha scritto il vademecum “Dieci cose da fare per la scuola”, pubblicato su Vita nell’ambito del progetto “Scuole Aperte” del Ministero della Pubblica Istruzione.
  • A Gennaio 2015, Massimo Coen Cagli e Catia Mastrovito realizzano un’indagine sul binomio “Fundraising e Scuola Pubblica”, intervistando 42 tra Dirigenti Scolastici e Presidenti del Consiglio di Istituto di altrettanti Istituti Compresivi e Istituti Superiori di Roma.

Il libro da leggere assolutamente

Ad aprile 2014, Massimo Coen Cagli ha scritto il manuale “Il fundraising per la Scuola 2.0. Il potere del saper chiedere in modo legittimo e consapevole” pubblicato dalla casa Editrice Spaggiari.

IL FUNDRAISING PER LA SCUOLA 2.0

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Un modo intelligente per fare fundraising nelle Scuole: Alternanza Scuola/lavoro

I progetti di alternanza scuola/lavoro, che la “Riforma la Buona Scuola 2015” ha previsto anche per i Licei, è una modalità validissima da utilizzare affinché gli Istituti Scolastici si avvicinino al fundraising, dando tra l’altro agli studenti un ruolo centrale perché all’interno della loro scuola si intraprenda un percorso che contribuisca a diffondere nell’Istituto, e non solo, la cultura del fundraising.

Se l’Alternanza Scuola-Lavoro intende fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, quelle competenze necessarie a inserirsi nel mercato del lavoro alternando ore di studio ad ore di formazione in aula ed ore trascorse anche all’interno di contesti aziendali, allora perché non inserire il fundraising tra le tematiche lavorative?

Questa considerazione nasce dall’esperienza avuta a marzo 2016 con il Liceo Classico Statale F. Vivona di Roma, un progetto di formazione e assistenza sul fundraising rivolto ai ragazzi del 3°anno, all’interno del percorso Alternanza Scuola Lavoro, secondo quanto previsto dalla legge 107 del 2015.

È stato proprio il dirigente scolastico del Liceo a voler sperimentare con il suo Istituto il percorso lavorativo del fundraising.

Il dirigente scolastico ha basato la sua scelta su due elementi:

  1. La possibilità di offrire ai suoi studenti, tra i diversi progetti attivati nel Liceo per il percorso Alternanza Scuola/Lavoro, quello sul fundraising, tematica decisamente nuova per il suo Istituto e in generale per questo genere di percorsi scolastici.
  2. La possibilità di usufruire del fundraising “subito”, utilizzando un progetto già in corso presso il Liceo, ossia di far diventare la biblioteca scolastica un Bibliopoint, a fronte di un precedente accordo tra il Liceo e l’Istituto Biblioteche di Roma.

Di là della volontà e intuizione del dirigente scolastico, c’era una questione da affrontare a monte: far sì che i ragazzi avessero elementi sufficienti per decidere se partecipare o meno al progetto. La questione non era di poco conto, se consideriamo il fatto che il tema del fundraising non era affatto conosciuto all’interno dell’Istituto tra il corpo docente, meno che mai tra ragazzi di 16 anni.

Unica condizione era quella di parlare ai ragazzi del progetto, descrivendone l’obiettivo e l’approccio che avremmo utilizzato, con la finalità prioritaria di lasciare sui ragazzi la convinzione che si sarebbe trattata di un’esperienza lavorativa utile per il futuro ma anche divertente per il presente.

L’itinerario progettuale ha avuto come obiettivo concreto quello di organizzare un evento in ottica fundraising, promuovendo il Bibliopoint presso il Liceo e cercando durante l’evento stesso, di avere quante più sottoscrizioni possibili di BiblioCard.

Durante le sessioni laboratoriali i ragazzi hanno potuto sperimentare l’utilità di avere un metodo di lavoro e verificare che conoscere il fundraising è sinonimo di saper analizzare i dati a disposizione, di sapersi e doversi necessariamente organizzare in quanto lavoro di gruppo e di saper e dover comunicare, sfruttando le informazioni raccolte e soprattutto utilizzando la propria creatività e quegli strumenti (social) che ormai fanno parte del loro quotidiano!

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