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Paura di raccogliere fondi dalle aziende? Oggi ti offriamo l’antidoto

da | 14 Set 2017 | Fundraising: vorrei e non vorrei | 2 commenti

Pochissime organizzazioni e istituzioni italiane praticano in modo sistematico la raccolta fondi da aziende (filantropia, sponsorizzazioni, investimenti sociali) e le poche che lo fanno registrano risultati non sempre soddisfacenti.

In linea di massima, nel non profit le entrate da aziende, esclusa la vendita di servizi, si attestano al 5% (fonte: Istituto Italiano della Donazione) e le organizzazioni che praticano corporate fundraising registrano un calo complessivo rilevante dei finanziamenti dalle aziende rispetto al 2008, anno in cui si è manifestata la grave crisi economica che ancora dura.

Chi monitorizza il mercato del corporate fundraising ci segnala che, con la crisi economica, si è verificato un calo di circa il 40-45% dei finanziamenti delle aziende, soprattutto per quanto riguarda le sponsorizzazioni e la filantropia verso il sociale e la cultura. A partire dal 2014-15 si è registrata una debole ripresa delle sponsorizzazioni dovuta all’incidenza estremamente rilevante dell’Expo di Milano e non significativa per il non profit. In particolare, nel campo della cultura, il Rapporto Federculture 2016 ci segnala un tremendo -45% dei finanziamenti delle aziende alle organizzazioni e alle iniziative culturali e artistiche.

Ma negli altri paesi è successa la stessa cosa? Assolutamente no. Se un calo c’è stato ha avuto un peso e una durata sensibilmente minori. Anzi, in alcuni paesi si è registrata, dopo i primi anni di crisi, una ripresa più dinamica, trainata da progetti innovativi e altre strategie.

È solo colpa della crisi economica? Assolutamente no. Nelle varie indagini, per quanto poche e scientificamente deboli, le aziende manifestano una certa insoddisfazione verso il finanziamento di attività sociali e culturali. In buona sostanza, oltre a dichiarare di avere meno risorse a disposizione (cosa non necessariamente vera per tutte), affermano che i progetti e le proposte ricevute sono poco strategiche, scarsamente innovative, non dimostrano chiaramente quali ritorni l’azienda possa avere, e, in generale, che l’approccio delle organizzazioni è sbagliato: le aziende vengono ritenute ancora un “bancomat” che eroga soldi solo per il fatto che ce li hanno.

Tutto ciò spaventa le organizzazioni non profit, che spesso liquidano la questione affermando che le aziende sono aride e non donano, e che sia difficile essere ascoltate da loro. Tutto questo genera, quindi, immobilismo o autoreferenzialità nelle aziende, che non praticano questo mercato o fanno di testa loro organizzando raccolte punti, piattaforme in cui far gareggiare progetti a chi porta più contatti all’azienda o realizzando progetti sociali in proprio.

Come uscire da questa impasse?

Innanzitutto migliorando la capacità delle organizzazioni di scegliere le aziende giuste, i progetti giusti e formulare proposte che rispondano veramente ai loro interessi, sia sociali sia commerciali. Ma anche superando la paura di investire nel corporate fundraising che, sicuramente, non ha ritorni in tempi brevi perché con le aziende bisogna costruire una relazione e questo richiede tempo.

Ecco perché abbiamo deciso di tagliare drasticamente il costo del Laboratorio di corporate fundraising, senza per questo ridurre la qualità dei contenuti e delle docenze.

Perché vogliamo che le organizzazioni riprendano con fiducia, ottimismo e spirito innovativo il corporate fundraising. Lo vogliamo fare per loro ma anche per le aziende, che spesso sono o vogliono essere un attore sociale il quale, come noi, persegue il cambiamento e il miglioramento sociale e culturale. E se il costo della formazione può essere un ostacolo a investire in conoscenze e competenze relative a questo mercato… beh, allora facciamo di tutto per farvi passare la paura.

Oltre allo sconto del 40% ti offriamo:

  • competenze specifiche per saper scegliere le aziende giuste e fare loro le proposte giuste;
  • conoscenze sulle tante modalità per raccogliere fondi dalle aziende;
  • un laboratorio su un tuo progetto concreto, per sperimentare in pratica come si fa;
  • un confronto, attraverso un role playing, con rappresentanti delle imprese e del corporate fundraising, per verificare se le nostre proposte sono efficaci.

Se ancora avete dei dubbi vi invito a leggere i commenti dei partecipanti al corso e il programma nel dettaglio.

2 Commenti

  1. Gesuita

    Mi piacerebbe approfondire l’argomento

  2. Massimo Coen Cagli

    Grazie per aver manifestato il suo interesse. Siamo a sua disposizione per approfondire il tema e il corso. Può contattarmi in ufficio allo 066570057 o rivolgersi al nostro responsabile della formazione Barbara Bagli (b.bagli@scuolafundraising.it).

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Massimo Coen Cagli

Massimo Coen Cagli

Direttore scientifico della Scuola, consulente e formatore senior, esperto in strategie di fundraising.

Fundraising: vorrei e non vorrei

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