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Direct mailing e fundraising: intervista ad Alessandra Mari

da | 4 Mag 2021 | Forma Mentis | 0 commenti

In vista del corso Il mailing dalla B di Brief alla P di Postalizzazione, che si terrà on line il 28 maggio prossimo, abbiamo rivolto tre domande provocatorie ad Alessandra Mari, esperta di mailing, responsabile direct marketing della Fondazione Santa Rita da Cascia e docente del corso. Ecco le sue risposte.

Intervista ad Alessandra Mari

Vale ancora la pena (in un mondo sempre più digitale) mandare le lettere di raccolta fondi in formato cartaceo?

Il mondo della raccolta fondi è in continua evoluzione e l’emergenza Covid-19 ci ha insegnato quanto bisogna essere bravi e veloci nel cambiare la strategia delle nostre organizzazioni. Forse, se durante la pandemia non avessimo avuto l’online, molti risultati non avremmo potuto ottenerli, anche semplicemente in termini di comunicazione e diffusione del nostro messaggio. È vero anche, però, che la carta la fa ancora da padrone, ce lo dicono i numeri. Il canale “tradizione” del direct mailing è ancora lo zoccolo duro della raccolta fondi in quasi la maggior parte delle organizzazioni nonprofit.

Quello che sì penso è che non possa essere solo questo. Una strategia vincente deve necessariamente abbracciare più canali per poter acquisire e fidelizzare il donatore. Più strumenti utilizziamo per parlare di noi al donatore e più possiamo targettizzare e quindi creare delle comunicazioni sempre più personalizzate e personali.

Come è cambiato il mailing negli ultimi 10 anni?

Sicuramente i livelli di personalizzazione che si possono raggiungere oggi con la carta stampata sono eccezionali. Possiamo personalizzare il messaggio dalla busta al gadget, al modulo del bollettino. Ma la cosa più straordinaria, secondo me, è che oggi sempre più l’offline può e deve comunicare con l’online. Nel nostro mailing non devono mai mancare un link o un QR code che portino il donatore su una landing page per approfondimenti dedicati al progetto per il quale stiamo chiedendo aiuto o che possa catapultarlo in un tour virtuale o magari perché no, un video del bambino che sostiene a distanza. Insomma, coinvolgerlo e farlo sentire parte viva dell’organizzazione.

Parliamo di costi, ma un francobollo quanto mi costa?

Sicuramente non spediremo i nostri mailing con un francobollo, a meno che non si tratti di un grande donare (in questo caso, forse, potrebbe rivelarsi una scelta strategica vincente). Per fortuna le organizzazioni nonprofit che fanno direct mailing accedono a tariffe postali agevolate. Attenzione, però, al numero di spedizione (quanti pezzi state inviando), al peso del vostro mailing e soprattutto al tipo di gadget che volete inserire. E se qualcuno stesse pensando di rinunciare al gadget, dico no: mai! Possiamo, tuttavia, trovarne uno che impatti poco ma che gratifichi tanto. L’obiettivo è sempre quello di trovare la quadra tra budget, redemption e ROI.

Vuoi migliorare?

Tutto questo e molti altri strumenti e idee per un direct mailing efficace verranno illustrati nel corso Il mailing dalla B di Brief alla P di Postalizzazione che Alessandra Mari terrà il 28 maggio in diretta su piattaforma online. Partecipa anche tu! L’investimento richiesto è di soli 70€ + IVA.

Se vuoi maggiori informazioni o vuoi sapere quali sono le agevolazioni puoi richiedere informazioni o contattare Barbara Bagli, responsabile della formazione b.bagli@scuolafundraising.it.

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