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La formazione in house on line, una risposta alle limitazioni della pandemia

da | 27 Ott 2020 | Forma Mentis | 0 commenti

L’emergenza Covid 19 ci ha, in qualche modo costretti a “fare di necessità virtù” anche sul versante della formazione sul fundraising per trovare le giuste modalità organizzative e rispondere alle tante esigenze delle organizzazioni e dei professionisti della raccolta fondi.

Questo poi, non è proprio il tempo per restare fermi: con il Natale alle porte – che è sempre un momento cruciale per il fundraising –,  con la necessità di rivedere le proprie strategie e modalità di azione e con il bisogno di incrementare la sostenibilità economica anche nel breve termine.

Una possibile risposta, che la Scuola di Fundraising di Roma sta sperimentando in queste settimane, riguarda l’organizzazione di itinerari di formazione “in house” a carattere fortemente laboratoriale. Li stiamo realizzando con un doppio obiettivo: trasmettere conoscenze e favorirne l’applicazione all’interno dell’organizzazione, individuando piani concreti di raccolta fondi nel breve termine verso aziende, individui o fondazioni.

È una modalità che la Scuola di Fundraising di Roma da tempo pratica con successo in presenza e che abbiamo rapidamente ri-orientato sulla modalità on line, garantendo comunque le necessarie caratteristiche di forte interazione e lo sviluppo di un lavoro comune con i partecipanti. Questo è possibile anche grazie ad una certa consuetudine e dimestichezza ad utilizzare piattaforme di lavoro on line che tutti quanti abbiamo acquisito negli ultimi tempi.

Abbiamo scoperto che la modalità on line riesce a garantire le attività laboratoriali, permette ai partecipanti di gestire al meglio il proprio tempo e abbatte i costi di spostamento e di permanenza che, oltre tutto, incidono in modo rilevante nella modalità tradizionale.

Alla fine quindi, facendo – come dicevo – di necessità virtù, siamo riusciti a trovare il giusto equilibrio tra formazione e consulenza in un’offerta dal basso costo economico e ugualmente efficace per portarsi a casa indicazioni operative su come realizzare il proprio fundraising, anche alla luce delle sfide della pandemia.

È stata una scommessa. Ci abbiamo provato e le esperienze fatte in questi mesi con alcune organizzazioni, hanno ricevuto un riscontro particolarmente positivo.

In particolare, vi vorrei parlare dell’itinerario formativo “in house” realizzato con l’Associazione “Una mano per…”.

La principale missione dell’Associazione “Una mano per…” è quella di aiutare le famiglie dove cresce un bambino con disabilità ad acquisire i propri diritti, attraverso un servizio telefonico o tramite l’invio di e-mail esplicative e, quando necessario, tenendo anche i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni per conto delle famiglie.

L’Associazione ha deciso di investire nella formazione di cinque soci (presidente compresa) che presidiano le funzioni di raccolta fondi e comunicazione: in pratica il nascente ufficio di fundraising. Investire sul personale dirigente e sul coinvolgimento diretto della governance (CdA, Presidente, ecc..), lo riteniamo un aspetto fondamentale per il successo dell’iniziativa.

L’itinerario si è tradotto in un corso introduttivo al fundraising, tenuto da Massimo Coen Cagli, e in quattro sedute di laboratorio sul corporate fundraising, a cura di Andrea Caracciolo (consulente e formatore senior specializzato in corporate fundraising). In totale, si è svolto un totale di 28 ore di lavoro comune.

Durante il laboratorio, si è lavorato concretamente per pianificare azioni di corporate fundraising da testare nell’immediato, Contemporaneamente, si sono trasmesse al personale una serie di conoscenze e la capacità di applicarle al contesto concreto dell’organizzazione.

Ma la valutazione più importante del corso in house viene dalle parole della Presidente la quale, al termine dei lavori, ci ha lasciato questo messaggio:

“Sono Cinzia Cullacciati, Presidente e Tutor Sociale dell’associazione “Una mano per…”. La nostra missione è quella di acquisizione dei diritti per bambini e ragazzi con disabilità. Raggiungiamo questo scopo grazie alla figura innovativa del Tutor Sociale.

Abbiamo deciso di fare questo corso in house per avere una conoscenza didattica e operativa sul mondo del fundraising e per strutturare il nostro impegno in maniera più professionale.

Il corso ci ha fatto spalancare gli occhi sia sulle nostre potenzialità sia sulle nostre criticità, ma non c’è nulla di meglio che comprendere i propri punti critici per migliorare ed evolvere.

Al termine del corso ci portiamo a casa una grande consapevolezza di chi siamo, cosa rappresentiamo per il nostro territorio e a quali traguardi vogliamo aspirare a breve e a lungo termine.

Siamo soddisfatti dell’investimento fatto perché il corso è stato costantemente orientato all’operatività, non è stato fine a se stesso e ci ha dato le basi e gli strumenti per migliorare ed evolvere nel tempo.

Per queste ragioni lo consiglierei assolutamente a tutte le organizzazioni”.

Alcune organizzazioni non hanno aspettato questo consiglio e si sono mosse sulla stessa linea, come la Fondazione Hopen Onlus di Roma, che sta realizzando un analogo percorso in house proprio in questi giorni, e la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue (insieme all’Associazione Amici delle Missioni Onlus) con cui abbiamo realizzato un corso-consulenza sul digital fundraising.

Sono corsi operativi? De ppiù! Vi risponde la romana che è in me.

Per maggiori informazioni, per costruire insieme il vostro corso in house, per consigli o anche solo per una chiacchierata, contattatemi qui: b.bagli@scuolafundraising.it

Vuoi saperne di più?

Se vuoi scoprire di più sulla formazione in house e su come la stiamo realizzando on line, preservandone qualità ed efficacia, puoi anche consultare questa pagina e contattarci attraverso il semplice modulo dedicato.

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