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Ho preso il certificato di I livello della Scuola di Fundraising di Roma: ecco com’è andata

da | 7 Ott 2019 | Forma Mentis | 1 commento

Proseguono le nostre interviste sulla formazione al fundraising che hanno lo scopo di aiutarci a capire se la formazione ha giocato un ruolo per lo sviluppo del fundraising sia a livello personale e professionale dei partecipanti sia, più in generale, a livello delle loro organizzazioni.

Ecco a voi quanto ci ha detto Cristina Ferri, fundraiser di Destinazione Minori Onlus di Roma e socia ASSIF, che ha conseguito a luglio 2019 il Certificato di primo livello con il massimo dei voti e la lode.

Cristina fa considerazioni, per noi importanti, che aiutano a riflettere sulla nostra offerta formativa. Il suo punto di vista di imprenditrice, inoltre, è proprio prezioso.

A lei va il i mio ringraziamento personale e di tutto lo staff della Scuola per il tempo e l’attenzione che ci ha dedicato.

Buona lettura

Intervista a Cristina Ferri

La formazione ha un costo per le persone e/o per l’organizzazione. Vorremmo sapere da te se, alla luce dell’esperienza fatta, tu possa ritenere che la tua partecipazione sia stata un un ottimo, un buono, un adeguato investimento o se invece non sia stato positivo. Ossia se a fronte del tuo impegno hai percepito impatti positivi che ripaghino l’investimento..

Premetto che la formazione sia nella mia vita che nella mia carriera ha sempre avuto un’importanza assoluta. Dopo una laurea in informatica, una serie di certificazioni tecniche e tantissimi corsi personali posso dire che la formazione è stata un ottimo investimento.

E lo è ancora oggi che sono un’imprenditrice e ho creato, con mio marito, una società di Information Tecnology chiamata Seventylab. Quando l’organizzazione Destinazione Minori Onlus, con cui collaboro e per cui faccio il tifo dal primo giorno in cui è nata, mi ha chiesto di diventare il loro fundraiser ho pensato che fosse una splendida idea. La mia formazione professionale sarebbe stata sicuramente una buona base per iniziare questo percorso. Insieme al direttivo, che come me conosce l’importanza della formazione, abbiamo quindi deciso di intraprendere il percorso della Certificazione con la Scuola di Fundraising di Roma, per avere un quadro specifico e concreto delle competenze che il fundraiser deve avere per essere efficace. Il percorso di certificazione di I livello della Scuola di Fundraising di Roma è completo e soprattutto ti mette subito di fronte alle problematiche, insegnandoti a risolverle con dei workshop pratici e molto importanti.

Chiaramente, se ritieni che sia stato un buon investimento, vorremmo anche sapere perché. Innanzitutto rispetto alla tua professione e quindi pensando soprattutto alla dimensione individuale. In cosa la formazione ha inciso nel formare il tuo profilo professionale (conoscenze, competenze, attitudini, attività pratiche, informazioni, ecc.). Se oggi tu puoi dichiararti un professionista della raccolta fondi, su quali aspetti in particolare ha giocato un ruolo positivo la formazione fatta con la Scuola? Quali impatti oggettivi ha prodotto sulla tua professione?

Tutti i corsi che ho seguito per arrivare alla Certificazione di I livello e persino l’esame che ho dovuto superare sono stati dei passi necessari per imparare come fare al meglio questo lavoro. Oggi posso dire di essere un professionista del fundraising.
A causa del mio lavoro quotidiano – come dicevo sono un’imprenditrice –, non è stato facile trovare il tempo per portare avanti questo percorso. Sono felice, però, di averlo trovato perché ciò mi ha fatto capire, tra l’altro, cosa un’organizzazione si aspetta da un’azienda; io conoscevo solamente il lato opposto di questa medaglia.

Cristina Ferri, fundraiser, con la sua Certificazione di I livello

Ma vorremmo anche sapere se e perché è stato eventualmente un buon investimento dal punto di vista dell’organizzazione nella quale lavori o hai lavorato e nella quale hai potuto portare la preparazione avuta dalla Scuola. Quali sono gli impatti osservati nella tua organizzazione e che ragionevolmente possono essere ricollegati a contenuti ed esperienze fatte da te durante i corsi?

Sinceramente, devo dire che gli impatti su una piccola organizzazione, quando arriva un fundraiser, sono di “panico totale”. Anche se esiste già la consapevolezza di dover essere più incisivi e soprattutto più organizzati, quando arriva il fundraiser molte cose sono messe in discussione e questo non è facile da accettare soprattutto da parte del direttivo che, giustamente, percepisce l’organizzazione come una sua creatura. Sono sicura però che, con il tempo, i risultati di questi cambiamenti grossi ma necessari, si vedranno e io sarò ancora più fiera di aver aiutato la grande causa che porta avanti Destinazione Minori Onlus.

Per quanto possa essere stata un’esperienza positiva, sicuramente, alla luce del tuo impegno professionale personale e in un’organizzazione, ti chiediamo di dirci che cosa, con il senno di poi, ritieni che mancava e che invece senti necessaria oggi, nell’offerta formativa della Scuola. A livello di contenuti, a livello di didattiche (delle modalità di insegnamento) o di altri aspetti che tu ritieni importanti.

Secondo me l’offerta formativa della Scuola di Fundraising di Roma è ampia e molto completa.

Collaborando con una piccola organizzazione come Destinazione Minori, però, mi sento di suggerire anche la presenza di corsi improntati proprio alle tecniche che dovremmo perseguire noi piccolini. È vero che possiamo imparare tanto dai grandi ma molte volte le nostre risorse limitate ci impediscono di realizzare quello che le grandi organizzazioni riescono ad implementare, con il risultato che spesso ci viene da pensare che “noi non possiamo farcela”.

Chi organizza corsi di formazione ha in mente che deve produrre alcuni impatti nelle persone e nelle organizzazioni. Questi sono gli impatti attesi. Ma spesso a valle di un corso di formazione ci si accorge che l’esperienza fatta ha prodotto ulteriori impatti positivi che l’ente di formazione non si era proposto di raggiungere. Un esempio, spesso, è la creazione di opportunità ulteriori di approfondimento o anche professionali (nuove opportunità di lavoro, l’avvio di una nuova attività, ecc…) o la creazione di relazioni amicali o networking tra professionisti e molto altro ancora. Hai percepito in tal senso un “valore aggiunto” dei corsi della Scuola?

Assolutamente. Sia la rete creata durante i corsi che le relazioni professionali e personali con alcuni colleghi sono tutt’ora vive.

Il clima collaborativo, grazie anche ai workshop che la Scuola di Fundraising di Roma riesce a creare durante i corsi, è impagabile. Riesce a creare confronto, partecipazione ai progetti e informazione. Durante i corsi si vengono a conoscere altre realtà di organizzazioni di ogni angolo d’Italia che, altrimenti, non sarebbe facile conoscere.

1 commento

  1. Claudia

    Il fundraiser è sempre più rilevante specialmente per le piccole associazioni per eliminare quella dipendenza dal pubblico che è deleteria per il non profit. La formazione continua permette di gestire il cambiamento

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