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Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.I partenariati speciali pubblico-privato per la cultura: il caso del Monastero del Carmine di Bergamo

Al convegno Culturalab – Intrecci e visioni per il fundraising culturale, nato dall’incontro e dalla collaborazione delle professioniste di La Bottega del Fundraising e Terzofilo, come spazio di confronto e innovazione per il fundraising culturale – l’intervento di Valeria Romanelli (Scuola di Fundraising di Roma) ha portato all’attenzione un tema cruciale: come gli strumenti giuridici e il fundraising possano intrecciarsi nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Il quadro normativo del Partenariato Speciale Pubblico Privato per la Cultura
Il Partenariato Speciale Pubblico Privato per la Cultura (PsPPxC) è stato introdotto in Italia nel 2016 con l’articolo 151, comma 3 del D.Lgs. n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici) e si inserisce in un percorso che ha visto progressivamente aprirsi alla collaborazione tra enti pubblici, privati e terzo settore.
Le norme successive – dal “Decreto Semplificazioni” (2020) che apre la strada agli enti locali, fino alle recenti Linee guida ministeriali del 2025 – hanno chiarito il perimetro di utilizzo di questo strumento anche per enti territoriali e soggetti non profit.
Il PsPPxC non si limita a regolamentare affidamenti o concessioni, ma apre la strada a una coprogettazione paritetica tra pubblico e privato. Il principio ispiratore è quello della sussidiarietà, sancito dalla Costituzione (art. 118), dal Codice del patrimonio culturale (art. 6 e 111) e dalla Convenzione di Faro, che valorizzano la partecipazione dei cittadini e delle comunità alla cura e gestione dei beni culturali, promuovendo una governance partecipata del patrimonio.
Costituzione italiana, art. 118
Stabilisce che “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”.
In altre parole, le pubbliche amministrazioni sono chiamate a sostenere la partecipazione attiva della società civile nella cura dei beni comuni, inclusi quelli culturali.
Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004)
- L’art. 6 riconosce che la valorizzazione del patrimonio culturale può avvalersi del concorso di soggetti privati.
- L’art. 111 esplicita che i privati possono svolgere attività di valorizzazione perseguendo anche finalità di solidarietà sociale.
Il Codice quindi non vede il privato come mero “utilizzatore” o “sponsor”, ma come partner attivo portatore di interessi collettivi.
Convenzione di Faro (Consiglio d’Europa, 2005)
Introduce il concetto di “comunità patrimoniali”: gruppi di persone che attribuiscono valore a elementi del patrimonio culturale e che scelgono di prendersene cura come parte integrante del diritto di partecipare alla vita culturale.
Questo riconoscimento sposta l’attenzione dal bene in sé alla relazione comunitaria che quel bene genera, incoraggiando processi inclusivi e partecipativi.
Il principio di sussidiarietà, letto attraverso queste tre lenti, fa emergere un cambio di paradigma:
- Il patrimonio culturale non è solo competenza dello Stato, ma responsabilità condivisa.
- I cittadini e le comunità non sono fruitori passivi, ma co-protagonisti nella progettazione e nella gestione.
- Il valore sociale della cultura si esprime non solo nella tutela materiale, ma anche nella costruzione di legami e di capitale sociale.
In questo senso, il PsPPxC diventa lo strumento giuridico che traduce in pratica questo principio, creando spazi formali di collaborazione e responsabilità comune.
Un modello collaborativo
Il PsPPxC garantisce quindi il coinvolgimento attivo del privato fin dalla fase di progettazione e gestione. Non si tratta più di affidamenti, ma di veri tavoli paritetici dove pubblico e privato co-definiscono piani di valorizzazione che includono recupero, restauro, manutenzione, gestione e fruizione.
Tra le esperienze più recenti abbiamo quelle del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e delle Serre di Graefer alla Reggia di Caserta che mostrano la possibilità di coniugare tutela, innovazione, partecipazione comunitaria e sostenibilità economica. In entrambi i casi, il soggetto partner privato è un soggetto profit se pur in collaborazione con il territorio.
La risposta di partner profit importanti sembra scontata nel caso di partenariati che nascono per la valorizzazione di grandi attrattori culturali. Ma cosa succede se a proporre il partenariato è un comune piccolo o medio su un bene culturale sconosciuto alle folle?
Il caso del Monastero del Carmine di Bergamo
Il cuore dell’intervento ha riguardato il progetto di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Monastero del Carmine di Bergamo, che ha trasformato un antico monastero abbandonato in una “casa dell’arte” grazie al Teatro Tascabile di Bergamo (TTB) e al Comune.

l partenariati speciali pubblico-privato per la cultura: il caso del Monastero del Carmine di Bergamo
Per la prima volta un PsPPxC ha visto protagonista un ente locale e un’organizzazione non profit. La sfida: raccogliere 2 milioni di euro per restaurare il bene e renderlo uno spazio culturale vivo, in un contesto di fundraising di forte concorrenza con istituzioni prestigiose come il Teatro Donizetti e l’Accademia Carrara.
Il TTB, senza esperienza pregressa di fundraising, ha scelto di:
- puntare sul capitale relazionale e sul coinvolgimento della comunità;
- avviare una strategia professionale con l’aiuto della Scuola di Fundraising di Roma;
- diversificare le fonti (Art Bonus, 5×1000, sponsorizzazioni, bandi, affitto spazi).
Ne è nata la campagna #tuocarmine, basata su community fundraising, che ha portato ad oggi risultati straordinari, partendo dalle campagne Art Bonus.

l partenariati speciali pubblico-privato per la cultura: la campagna #tuoCarmine
Lo strumento del PsPPxC per mette al partner di “ereditare” la possibilità di aprire campagne Art Bonus di Linea A: Manutenzione, Protezione e Restauro e, d’altro canto, il TTB rientra nella Linea B: Sostegno agli Istituti della Cultura. Ne nascono due grandi campagne ancora aperte che ad oggi hanno messo insieme oltre 2,5 milioni di euro raccolti da quasi 50.000 donatori. Questa rete fatta anche di tanti piccoli contributi ha reso possibile attrarre anche grandi fondazioni e istituti bancari.
La campagna è stata caratterizzata da iniziative come la eco-pista di pattinaggio, le visite guidate, una programmazione artistica diffusa, che hanno rafforzato il legame con cittadini, aziende e territorio ma anche l’apertura ad altre organizzazioni non profit del territorio nella condivisione degli spazi ma soprattutto del progetto.

l partenariati speciali pubblico-privato per la cultura: il caso del Monastero del Carmine di Bergamo
Lo strumento del PsPPxC per mette al partner di “ereditare” la possibilità di aprire campagne Art Bonus di Linea A: Manutenzione, Protezione e Restauro e, d’altro canto, il TTB rientra nella Linea B: Sostegno agli Istituti della Cultura. Ne nascono due grandi campagne ancora aperte che ad oggi hanno messo insieme oltre 2,5 milioni di euro raccolti da quasi 50.000 donatori. Questa rete fatta anche di tanti piccoli contributi ha reso possibile attrarre anche grandi fondazioni e istituti bancari.
La campagna è stata caratterizzata da iniziative come la eco-pista di pattinaggio, le visite guidate, una programmazione artistica diffusa, che hanno rafforzato il legame con cittadini, aziende e territorio ma anche l’apertura ad altre organizzazioni non profit del territorio nella condivisione degli spazi ma soprattutto del progetto.

Valeria Romanelli
Chimica, consulente di fundraising ed esperta di pubbliche amministrazioni.
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