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Payroll giving: strumento di fundraising efficace anche per la cultura?

da | 22 Mar 2021 | Corporate fundraising e non solo | 0 commenti

Sapete cos’è il payroll giving? Tradotto letteralmente è una donazione mediante la busta paga. Si tratta di una donazione libera, trattenuta mensilmente dallo stipendio, a favore di una o più cause sociali, il cui importo equivale ad una o più ore di lavoro. L’azienda può contribuire direttamente attraverso un programma di matched giving che consiste nell’erogazione di un importo equivalente o multiplo dell’importo donato complessivamente dai propri dipendenti.

In pratica, è uno strumento di raccolta fondi a cavallo tra la raccolta fondi da individui e da aziende. Potremmo anche definirlo un’operazione di network fundraising che si basa sul network lavorativo.

Nonostante sia poco utilizzato in Italia, siamo tra i primi e pochi paesi al mondo in cui sia stato disciplinato. Infatti, l’Agenzia delle Entrate si è espressa al riguardo nel 2008 con la risoluzione 441/2008.

Durante la prima ondata della pandemia, dunque nella primavera del 2020, ho notato un utilizzo maggiore di questo strumento. Ad esempio, a Roma molte aziende lo hanno adottato per sostenere l’ospedale Spallanzani, andando a raddoppiare o addirittura triplicare la donazione. Questo significa che molte aziende che non conoscevano il payroll giving ora lo hanno praticato.

Il 25 febbraio mi sono invece imbattuto in un’altra notizia riguardante il payroll giving, ovvero che Porsche Italia ha aderito alla campagna del Comitato UNORA, che è nato per promuovere in maniera aggregata il payroll giving verso le aziende. I dipendenti delle aziende possono poi decidere se aderire e a chi devolvere il proprio contributo (qui potete informarvi al riguardo).

Sono certamente delle ottime notizie per il rilancio di questo strumento che da solo, tuttavia e come spesso nel fundraising, non porta a nulla. È infatti indispensabile pensare a come presentare la proposta all’azienda, a come diffonderla e a come rendicontare il tutto (questi ed altri argomenti sono affrontati nel nostro corso Corporate fundraising per la cultura).

Tornando ora alla domanda contenuta nel titolo di questo articolo, come sta messo il settore culturale rispetto nell’adoperare lo strumento del payroll giving? Purtroppo “al palo”, vien da dire. Eppure all’estero ci si muove molto su questo fronte.

Il London Transport Museum, per esempio, lo promuove sul proprio sito.

Se state pensando di promuovere un payroll giving per la vostra organizzazione culturale o se questo strumento vi interessa e volete approfondirlo, non vi resta che iscrivervi al corso Corporate fundraising per la cultura: è possibile che il vostro progetto sarà oggetto del laboratorio applicativo e che quindi tornerete a casa con la vostra proposta già confezionata.

Vuoi migliorare?

A partire dal 6 aprile 2021 Andrea Caracciolo terrà, in diretta su piattaforma online, il corso Corporate fundraising per la cultura, appuntamento indispensabile per le organizzazioni culturali e i fundraiser che intendono dotarsi di strumenti e competenze approfondite nel campo della raccolta fondi da aziende in ambito culturale. Partecipa anche tu! L’investimento richiesto, per sei giornate di corso e laboratorio, è di 350€ + IVA.

Se vuoi maggiori informazioni o vuoi sapere quali sono le agevolazioni puoi richiedere informazioni o contattare Barbara Bagli, responsabile della formazione b.bagli@scuolafundraising.it.

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