Tutti (forze politiche, intellettuali, mondo economico, ecc.) sono d’accordo sul fatto che la cultura (patrimonio materiale e immateriale, attività, eventi, ecc.) sia uno dei motori più importanti dello sviluppo economico e sociale del nostro paese. Si ha anche la consapevolezza che la cultura è una risorsa non solo per via di grandi patrimoni di valore internazionale, ma anche grazie ad una capillare presenza di istituzioni, organizzazioni ed eventi sul territorio.
Il fundraising e quindi l’accesso a fondi privati, assume un ruolo essenziale nel sistema di sostenibilità, posto che la cultura non si può sostenere solo con i fondi pubblici (economia pubblica) e men che meno può essere sostenuta solo con il libero mercato (gran parte della cultura sarebbe tagliata fuori).
Grazie anche e soprattutto allo strumento dell’Art Bonus si è dato il via anche nel nostro Paese ad una stagione di crescita del fundraising culturale che sta producendo impatti significativi non solo da un punto di vista economico ma anche da quello della diffusione di una cultura del mecenatismo e della partecipazione attiva della comunità al sostegno del nostro patrimonio culturale.
Se tutto ciò è vero, è necessario creare un sistema adeguato di sostenibilità economica della cultura che sia oggetto di politiche di fundraising promosse e realizzate non solo dagli enti pubblici ma anche dai principali attori privati (aziende, fondazioni, agenzie di servizio, fundraiser, ecc.) che faccia crescere rapidamente in qualità e quantità le donazioni, valorizzando ulteriormente lo strumento dell’Art Bonus, ma anche di altre forme quali le sponsorizzazioni, le partnership, le microdonazioni della comunità, gli investimenti sociali.
La Scuola – forte del suo decennale patrimonio di esperienze sul campo condotte anche in collaborazione con Ales spa, CEPELL-MiBAC, ANCI e alcune Fondazioni – intende assumersi la responsabilità di creare un luogo in cui istituzioni preposte, stakeholders e il mondo del fundraising, si impegnino per ideare, progettare, realizzare, valutare e sviluppare politiche pubbliche e sociali sul fundraising per la cultura affinché essa sia economicamente sostenibile e dispieghi il suo valore sociale economico, personale, relazionale e politico per la comunità.
L’esito auspicato dell’evento vuole essere un accordo tra gli stakeholder (sotto forma di documento) di perseguire alcuni obiettivi comuni impegnandosi alla loro attuazione ciascuno nel proprio ambito e creando una collaborazione strategica più stretta.
L’evento si propone nel tempo, come un “osservatorio”, un luogo che annualmente renda conto dell’avanzamento delle politiche di fundraising, valuti i suoi impatti e fornisca utili indicazioni e strumenti per lo sviluppo quali-quantitativo della raccolta di fondi con un particolare riferimento al processo di costruzione del Sistema Museale Nazionale, che in questo quadro rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo del fundraising.