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Quanto conta avere una visione? L’esperienza di Kilowatt a Bologna

da | 21 Apr 2022 | La chimica del fundraising | 0 commenti

Avolte commettiamo l’errore di pensare ai nostri progetti a breve termine come se fossero “ritagliati” dal contesto generale.

Al di là dei progetti in sé, troppo spesso dimentichiamo di raccontare quali sono gli scopi che perseguiamo nell’ottica di realizzazione della mission generale della nostra organizzazione, qual è il nostro perché di organizzazione anche in uno specifico progetto e il perché dovrei aiutarti a realizzarlo.

Ciò assume un’importanza strategica soprattutto nel dialogo con le aziende che, sempre più spesso, chiedono di contribuire non tanto alla realizzazione di progetti puntuali e temporalmente limitati ma piuttosto a progetti che mirano a produrre cambiamenti e impatti positivi sulla comunità.

Per spiegarmi meglio vi racconto l’esperienza, ancora in corso, fatta con il gruppo di Kilowatt a Bologna.

Kilowatt è una squadra di persone che ha dato vita al progetto di riqualificazione di uno spazio pubblico ricevuto in concessione per quindici anni dal Comune di Bologna e di restituzione alla città dopo un lungo periodo di abbandono. Nascono così le Serre dei Giardini, spazio rigenerato e centro culturale ibrido all’interno dei Giardini Margherita, che prende vita nei 650 metri quadrati riqualificati delle ex serre comunali.

All’interno delle Serre, da alcuni anni, si svolge Resilienze Festival, un progetto ideato e prodotto da Kilowatt che vuol parlare di grandi trasformazioni planetarie mostrando le interazioni, i legami e le connessioni tra ambiente, società, economia e cultura attraverso narrazioni ed esperienze creative e artistiche.

Il prossimo festival è in programma per maggio e quest’anno ad esso si aggiungerà l’organizzazione logistica di S+T+ARTS, mostra che per la prima volta si terrà in Italia. S+T+ARTS è un progetto collettivo itinerante che punta a sottolineare il ruolo vitale della collaborazione tra scienza, tecnologia e arte nel promuovere l’indagine contemporanea e l’innovazione nella creazione artistica.

Nonostante Resilienze Festival abbia già ottenuto in passato il sostegno delle aziende e nonostante S+T+ARTS sia una mostra con artisti contemporanei di grido (a cominciare da uno dei suoi curatori, Manuel Cirauqui, che è anche curatore del Guggenheim Museum di Bilbao) si è pensato di rivolgersi alle aziende non solo con questi due singoli progetti ma con un intervento di più grande respiro, di cui i primi due fossero più che altro delle tappe di avvicinamento. Si è adottato, perciò, un approccio dalla visione molto più ampia che punta ad orizzonti temporali più vasti.

Il progetto – che già era su carta – è la realizzazione di una nuova serra, Serra Madre, all’interno della quale si moltiplicheranno gli spazi a disposizione della comunità bolognese: un’area eventi, un asilo, uno spazio formativo, uno spazio di co-working, un concept store, un bio-lago e un giardino acquaponico.

La risposta delle aziende è stata entusiasta. Tutte le aziende contattate hanno aperto un dialogo con la squadra di Kilowatt per definire al meglio il proprio ruolo e, soprattutto, a tutte è già chiaro che l’impegno non è solo quello di sostenere i due eventi ma quello di contribuire insieme alla realizzazione di un progetto che sarà fondamentale per i bolognesi (pensate che, nonostante Serra Madre ancora non sia stata costruita, c’è già un elenco di prenotati per l’asilo!).

In quest’ottica le aziende capiscono di non essere considerate dei bancomat a progetto ma dei veri e propri co-produttori di idee che possono fare la differenza. E la nostra visione si allarga poiché si arricchisce della visione dei nostri partner.

L’esperienza di Kilowatt mi porta dunque a suggerirvi di guardare sempre al contesto generale, all’obiettivo strategico che state perseguendo, alla visione che illumina il vostro cammino di organizzazione e non solo al progetto in sé.

Fin dall’inizio della mia esperienza da consulente di fundraising ho sempre assunto il ruolo dell’avvocato del diavolo. In ogni progetto che mi viene presentato penso sempre di vestire i panni del donatore più ostico per provare a capire, per così dire “dall’interno”, quali sono le barriere che dovrò superare per convincerlo a sostenermi.

Quando ho incontrato per la prima volta la squadra di Kilowatt e mi raccontavano di Resilienze Festival e S+T+ARTS continuavo a pensare “Ok, bellissimo… ma i miei soldi d’azienda non ve li darò mai” e su questo pensiero provavo a stimolarli. Poi mi hanno raccontato di Serra Madre, dei suoi spazi, del valore che avrà per Bologna e per i bolognesi e lì c’ho visto la visione!

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