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Istituzioni culturali, amici e membri: tre cose che possono stare insieme?

da | 18 Set 2019 | Fundraising: vorrei e non vorrei | 0 commenti

Una ricerca svolta nel 2015 dal Centro Santagata e dall’Università Federico II di Napoli insieme alla Fidam – Federazione italiana Amici dei Musei, ci forniva un quadro della situazione italiana circa i musei che hanno programmi di membership e che hanno dato vita ad associazioni di amici.

È un’indagine che restituisce utili informazioni per quanto riguarda il fundraising dei musei e, in generale, della cultura. Questo è, in sintesi, quanto emerge dall’indagine.

  1. Secondo l’indagine ISTAT/MiBACT sui Musei, aree archeologiche e monumenti, con valori che scendono intorno al 15% in alcune regioni del Sud Italia, solo il 28% delle oltre 4.500 istituzioni del patrimonio culturale italiano dichiara di avere un gruppo di sostenitori o un’associazione di amici. Analogamente, pochi musei, anche tra i più importanti nel panorama nazionale, hanno finora sviluppato efficaci sistemi di membership per attrarre e coinvolgere i privati a sostegno delle loro attività. Le istituzioni con maggiore autonomia finanziaria e gestionale hanno un numero maggiore di associazioni “amici di”.
  2. Le associazioni “amici di” generalmente sono organizzazioni “leggere”, con budget annuali inferiori ai 50.000 euro (il 66% ha meno di 10.000 euro) e una dimensione media di circa 150 membri.
  3. Le principali tipologie di sostegno e valorizzazione a favore delle istituzioni supportate sono, in ordine di rilevanza:
  • produzione, condivisione e divulgazione di conoscenze ed esperienze sui beni culturali e sulle collezioni;
  • sostegno finanziario costante e continuativo principalmente attraverso l’impiego delle quote associative;
  • sostegno al funzionamento e gestione dei musei mediante volontariato;
  • ampliamento delle collezioni mediante acquisizioni e lasciti di opere.

Meno caratterizzanti risultano la promozione di campagne di raccolta fondi a favore delle istituzioni supportate e il coinvolgimento attivo di imprese e soggetti corporate nelle attività di sostegno al museo. Va sottolineato che queste azioni non sono considerate prioritarie da una parte rilevante delle associazioni di amici dei musei.

  1. Nelle associazioni solo l’11% dei soci ha meno di trentacinque anni, mentre la popolazione dei visitatori dei musei registra la quota più rilevante tra gli under 24. In altri termini le associazioni sono “giovani-repellenti”.
  2. Pochissime istituzioni anche di grande prestigio internazionale (alcune unità) hanno associazioni o gruppi di amici all’estero.

In pratica:

  • solo 1 istituzione su 10 ha un’associazione di amici o un programma di membership.
  • solo 1 istituzione su 200 pratica fundraising attivando amici e membri, ossia solo 2 associazioni su 10 fanno intenzionalmente fundraising per l’istituzione.
  • solo 4 associazioni su 10 si sono dotate di forma giuridica atta a ricevere il 5 per mille e a ricevere donazioni offrendo vantaggi fiscali (altro segnale di una scarsa propensione al fundraising).
  • facendo un po’ di calcoli, si stima che la capacità di raccolta fondi (incluse le quote associative) a favore dell’istituzione (e quindi non per il sostegno dell’associazione in quanto tale) sia mediamente di 17.000 euro

Nel resto del mondo, l’esistenza di associazioni “amici di” e programmi di membership è quasi la norma almeno per i musei e per molti teatri. Tali strutture sono principalmente impegnate sul fronte del fundraising con capacità di raccolta a volte anche molto ingenti – e teniamo conto che nessun paese ha un patrimonio culturale e artistico rilevante come quello italiano che coinvolge, oltretutto, milioni di persone straniere.

Questi dati dovrebbero spingere a dare vita a politiche di promozione e sviluppo delle associazioni di amici e dei programmi di membership delle istituzioni culturali, tenendo conto che oggi, sul piano della raccolta di fondi, tali strutture possono contare anche sullo strumento dell’Art Bonus. Infatti, se le campagne sono ben organizzate sotto il profilo comunicativo, giuridico e fiscale, i donatori attratti dalle associazioni o i programmi di membership possono sostanziarsi anche in donazioni “Art Bonus”. Come nel caso della campagna del Teatro Massimo di Cagliari seguita dai nostri bravi colleghi di Patrimonio Cultura.

“Amici di” e membership: perché questa situazione?

Quali sono i motivi di questa situazione? Vediamoli insieme.

  1. La ancora troppa riluttanza da parte della dirigenza degli istituti culturali ad imboccare in modo serio e professionale la via del fundraising.
  2. L’idea che il pubblico sia sostanzialmente solo il pubblico “spettatore”, “visitatore” e un oggetto buono per le biglietterie e poco più. Insomma un qualcosa di usa e getta.
  3. Una certa contrarietà all’idea che nelle istituzioni culturali ci possa essere una dimensione di impegno volontario, spesso contrapponendo questo al lavoro retribuito da parte dei professionisti (i volontari sostituiscono i dipendenti…).
  4. La mancanza di personale da dedicare al fundraising e quindi a questi programmi.
  5. La mancanza di conoscenze e competenze strategiche e tecniche su come si fa una campagna “amici di” o una membership.

Rispetto ai primi problemi la soluzione è un cambio culturale e manageriale che richiede tempi medio lunghi. Intanto, però, si potrebbe sensibilizzare sull’argomento i dirigenti e gli operatori delle istituzioni, partendo anche dall’esperienza di chi, con successo, ha già realizzato programmi del genere.

Il corso che ti insegna a creare una campagna di Membersip e “Amici di”

Il quinto problema invece ha una soluzione a portata di mano: un po’ di buona formazione accompagnata dalla voglia di mettersi alla prova, sapendo che errori e inciampi ci saranno ma che questi sono il viatico migliore per il successo.

Per queste ragioni il corso Membership e Associazioni “Amici di” organizzato dall’Accademia di Fundraising per la Cultura (promossa dalla Scuola di Fundraising di Roma e dalla Fondazione Fitzcarraldo) è un’occasione straordinaria per iniziare a dipanare la matassa. Una giornata di full immersion tenuta da Niccolò Contrino e Riccardo Tovaglieri di Patrimonio Cultura, che insegneranno a montare una campagna di questo genere, partendo anche e soprattutto dall’esperienza professionale condotta sul campo.

Il tutto per soli 100 euro. Una occasione imperdibile e quindi da prendere al volo iscrivendosi subito qui: http://www.fitzcarraldo.it/formazione/fundraising/. Con l’occasione, date un’occhiata all’intera offerta formativa dell’Accademia di Fundraising per la Cultura.

corso-fundraising-cultura-membership-associazione-amici

Accademia di Fundraising per la Cultura – Officina B2 – Membership e associazioni “Amici di”.

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