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Le microdonazioni: opportunità trascurata per le piccole e medie organizzazioni non profit

da | 21 Nov 2019 | Io penso positivo | 0 commenti

Nella strategia di fundraising di organizzazioni non profit piccole e medie non possono mancare azioni che portino alla raccolta di microdonazioni.

Per tre ordini di motivi

  • Facilitano l’avvio o danno impulso al fundraising, anche senza una grande capacità di investimento iniziale della Onlus.
  • Semplificano l’ingresso, quale donatore, di persone che altrimenti, per ragioni economiche, sarebbero escluse dal sostegno ad una buona causa;
  • Evitano alla Onlus un’esposizione economica immediata come nel caso del direct mailing o del crowdfunding (in cui è necessaria una capacità professionale specifica per il buon esito dell’azione), rendendo la “messa in moto” della macchina della raccolta fondi più facile.

Le azioni per la raccolta di microdonazioni rispondono ad una necessità di cassa, ma non solo.

Alcune azioni consentono di ottenere solo donazioni anonime (per lo più attraverso contenitori di raccolta fondi e resto solidale); altre, invece, mettono in contatto la Onlus con veri e propri donatori con un nome, un cognome e alcuni dati sensibili (è il caso delle lotterie e delle pesche di beneficienza).

In ogni caso, tali azioni di raccolta fondi sollecitano le organizzazioni a mettere in campo il senso di appartenenza dei propri componenti e ad entrare in contatto con la Comunità in cui convivono beneficiari dei servizi e donatori.

Una ricerca dell’Istituto Italiano della Donazione, in cui si intervistavano 121 realtà del nonprofit e se ne analizzavano i bilanci del 2017, rileva:

  • che acquisire donatori è difficoltoso per il 33% del campione delle organizzazioni non profit;
  • che, nello stesso periodo, si è registrata la diminuzione del 6% dell’entità della donazione;
  • che, infine, la percentuale della raccolta fondi da lotterie e aste di beneficienza si attesta all’1% del campione.

In parole povere: meno acquisizioni, minore entità della donazione, marginalità assoluta di strumenti come le lotterie per una prima adesione ad un progetto sociale o quale parte del piano operativo.

La minore capacità di spesa del ceto medio italiano, impoverito o almeno con la forte sensazione e percezione del proprio impoverimento, è una seria minaccia all’acquisizione di donatori. Parallelamente, molte Onlus hanno bisogno di avviare e/o rendere sostenibili nel tempo i propri progetti.

Un grande “consulente globale” di nome Einstein afferma che: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

Propongo perciò alcune azioni di raccolta su cui concentrarsi.

Chiedo il contributo di tutti: vi invito a contattarmi o a prenotare una Skype call per indicare azioni di successo e punti di forza rilevati oppure criticità incontrate e non superate. Ne farò oggetto di un approfondimento sull’argomento.

Senza attendere tempi lunghi, è possibile incontrare donatori che aderiscono ad una buona causa per la bassa richiesta insita nelle microdonazioni: raccogliere fondi e anagrafiche con azioni semplici è l’obiettivo primario di una campagna di micro donazioni.

Lotteria di beneficienza

La lotteria di beneficienza, facile da organizzare e senza anticipare denaro, è l’azione di ingresso per nuovi donatori in cui si uniscono varie esigenze:

  • Necessità di fare cassa;
  • Conoscenza della Onlus e del suo progetto;
  • Creazione di un gruppo di volontari, addetti alla vendita dei biglietti, che possano vivere un’esperienza di servizio alle persone più bisognose;
  • Bassa richiesta di donazione (uno, due o tre euro).

Tutto questo a condizione di avere alcuni bei premi in palio (almeno il 50% di chi compra un biglietto di una lotteria di beneficienza lo fa semplicemente per vincere un premio), un gruppo di almeno quaranta venditori, una buona causa motivante e tante relazioni come organizzazione.

È possibile organizzare una lotteria remunerativa anche solo attivando tutte le “liste di nozze” dei soci e componenti dell’organizzazione, cioè tutti i loro contatti caldi (amici, colleghi di lavoro, parenti, conoscenti del tempo libero, ecc.).

Resto Solidale

L’obiettivo è raccogliere le monete rimanenti dagli acquisti in esercizi commerciali, arrotondando il conto all’euro superiore (per esempio: 12,34€ si arrotondano a 13€ con una donazione di sessantasei centesimi) a beneficio dei progetti della Onlus. Per avviare un’azione di resto solidale, occorre stringere accordi con gruppi di piccoli negozi di varie attività merceologiche, con Gruppi di Acquisto Solidale, supermercati, ecc. Il periodo di raccolta deve essere di almeno un mese, al fine di per mettere insieme sufficienti risorse economiche per avviare il progetto.

L’attività è semplice da organizzare e garantisce:

  • Risorse economiche;
  • Visibilità del progetto;
  • Alleanza con aziende del territorio;
  • Possibilità di rendicontare quanto è stato raccolto e come sono stati utilizzati i fondi;
  • Rapporto con la Comunità.

 Contenitori da posizionare negli esercizi commerciali

I famosi “bussolotti” posizionati negli esercizi commerciali che diano il loro consenso ad ospitarli, assicurano microdonazioni anonime generando:

  • Risorse economiche;
  • Visibilità attraverso i materiali informativi dei progetti posti vicino ai Contenitori;
  • Alleanza con il territorio e la comunità solidale;
  • Rendicontazione di quanto raccolto e ringraziamento ai donatori con un manifesto nell’esercizio commerciale.

A garanzia della serietà della Onlus che raccoglie fondi con i contenitori, rigorosamente trasparenti come i progetti da sostenere, c’è l’obbligo di comunicare alla Questura il nome dell’organizzazione che raccoglie fondi e la posizione dei contenitori sul territorio. Si evitano così truffe di enti fittizi, che vengono identificati e bloccati dalla Questura.

Pesca di Beneficienza

La pesca di beneficienza è uno strumento di raccolta di microdonazioni che avvicina persone comuni alle Onlus e ai loro progetti:

  • Permette un contatto diretto con le persone;
  • È facile ottenere l’autorizzazione;
  • Comporta uno sforzo finanziario limitato per i premi, che a volte sono donati da privati o da esercizi commerciali;
  • Consente visibilità ai progetti sociali.

Per rafforzare l’impatto sui cittadini si può organizzare sul sagrato di una chiesa del territorio, chiedendo il sostegno del parroco, il quale può annunciare l’iniziativa e presentare la Onlus.

In conclusione

Con tali azioni si può aprire un dialogo con la comunità locale, scambiando il valore aggiunto del progetto di cui le Onlus sono portatrici con poche monete e un minimo sacrificio personale.

Con un piccolo investimento, ogni persona che partecipa si sentirà protagonista nel territorio e recupererà una visione positiva e altruistica. Inoltre, un’accorta strategia di comunicazione e pianificazione porterà risultati in termini di donazioni future e di adesione a altre azioni di fundraising (5 per mille in primis).

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