BLOGFUNDRAISING
Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.V edizione del Premio crowdfunding per la cultura: una grande occasione per il settore

Il Premio Crowdfunding per la Cultura è un’iniziativa ideata da Rete del Dono per valorizzare e sostenere i progetti ove arte e cultura rivestono il ruolo di attivatori di innovazione sociale, rigenerazione di luoghi e servizi, di nuove forme di welfare culturale.
Abbiamo intervistato Valeria Vitali, fondatore di Rete del Dono, che è un partner storico della Scuola di Fundraising di Roma soprattutto per quanto riguarda il comune impegno nel promuovere e sviluppare il fundraising per la cultura, per farci raccontare le novità di questa edizione del Premio e per conoscere come, a suo avviso, evolve il fenomeno del fundraising culturale.
Intervista a Valeria Vitali di Rete del Dono sul V Premio Crowdfunding per la Cultura
Come funziona la prossima edizione del Premio?
Si tratta di un contest riservato alle organizzazioni culturali che promuovono una campagna di crowdfunding per realizzare un progetto di valorizzazione o tutela in ambito artistico, creativo e culturale. I progetti più meritevoli, in termini di raccolta fondi, vengono premiati con una donazione e dei percorsi formativi ad hoc.
Il Premio Crowdfunding per la Cultura cresce di anno in anno nelle partnership, nella proposta formativa riservata alle ONP candidate e nei premi.
In questa V edizione Rete del Dono e IREN, nuovo main partner, premieranno con un contributo di € 3.000 non solo i tre progetti top fundraiser ma anche due progetti selezionati dalla Giuria su tematiche specifiche ovvero:
- Art Bonus – I progetti Art Bonus potranno candidarsi e grazie al crowdfunding avere la possibilità di allargare la propria rete di sostenitori. Naturalmente garantendo il beneficio fiscale previsto dal Ministero per la Cultura, non solo ai grandi donatori ma a tutti i cittadini che amano la cultura.
- Welfare Culturale – I progetti in cui l’arte e la cultura generano un autentico contributo a un nuovo tipo di welfare di comunità: un welfare culturale che operi in un’ottica multidisciplinare, multilivello e intersettoriale.
In questi anni rete del dono ha avuto modo di osservare l’evoluzione del fenomeno del fundraising per la cultura. Quali sono i principali cambiamenti che avete potuto notare sia sul versante dei donatori sia su quello delle organizzazioni?
Le organizzazioni culturali che hanno partecipato al premio hanno scoperto e gradualmente integrato il digitale, quale importante asset strategico non solo per il fundraising ma anche per l’offerta culturale e per le relazioni con i loro pubblici. Essere digitale significa anche e soprattutto pensare in modo “digitale” la propria offerta dalla fase di progettazione della propria attività culturale a quella della sostenibilità trovando le risorse per poterlo realizzare.
Le organizzazioni culturali stanno crescendo anche da questo punto di vista, integrando il fundraising e nei casi più virtuosi strutturando una strategia che non sia meramente strumentale e legata a un progetto, ma trasversale e legata alla sostenibilità dell’organizzazioni.
Osserviamo anche il desiderio di trasformare la relazione con i loro pubblici, dalla visione mero utente a quella di una comunità di appassionati sostenitori. Questo è un grande passo in avanti!
Che ruolo può avere il crowdfunding per far crescere in qualità e quantità il fundrasing per la cultura in Italia?
La natura progettuale del crowdfunding permette anche alle organizzazioni più neofite – sotto il profilo del fundraising e del digitale – di mettersi alla prova e sperimentare. Lavorare alla stesura di un piano di crowdfunding è un esercizio che le aiuta a:
- Selezionare il progetto più adatto in un ottica di raccolta fondi;
- Identificare la propria comunità di riferimento e sensibilizzarla sul progetto;
- Stendere il piano di comunicazione e la strategia narrativa più efficace per coinvolgere e mantenere coinvolta e aggiornata la comunità, oltre a identificare modalità per allargare il parterre dei sostenitori;
- Pensare al post-campagna, dai ringraziamenti alla narrazione dell’impatto del proprio progetto.
In tal senso il crowdfunding, forse più di altri strumenti, aiuta le organizzazioni culturali a raggiungere un pubblico più ampio che è meno sensibile all’aspetto mecenatistico dell’arte e lo è di più nei confronti di una dimensione partecipativa della cultura.
Un’ultima domanda: cosa devono fare le organizzazioni culturali per partecipare al premio?
Il “Premio Crowdfunding per la Cultura Rete del Dono” è aperto a tutti gli enti e le organizzazioni non profit promotrici di progetti in ambito artistico, culturale e musicale. Le candidature sono aperte fino al 27 ottobre
Sulla pagina dedicata è consultabile il Regolamento completo e si può compilare il modulo di candidatura per presentare il proprio progetto. Questo sarà esaminato da Rete del Dono. Quelli in linea con i criteri di partecipazione saranno accettati tra i candidati al Premio e potranno accedere ai webinar formativi organizzati ad hoc dai nostri partner.
1 commento
Invia un commento

Massimo Coen Cagli
Direttore scientifico della Scuola, consulente e formatore senior, esperto in strategie di fundraising.
La dimensione partecipativa della cultura anche estesa a livello internazionale visto che ITALIA è alla testa della Lista UNESCO del Patrimonio Culturale Mondiale (World Culturale Heritage).