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Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.

Lo strano caso di quella piccola biblioteca di un piccolo comune che si sedette a dialogare con due grandi aziende italiane

da | 13 Feb 2025 | La chimica del fundraising | 0 commenti

Questa è la storia della biblioteca comunale La Fornace di Maiolati Spontini, un comune di 5.959 abitanti in provincia di Ancona che ha lanciato un progetto di corporate fundraising (sia in Art Bonus che con sponsorizzazioni) verso le aziende del territorio.

Quando si parla di fundraising per la cultura e per i beni culturali, quasi istintivamente pensiamo a musei, parchi archeologici, grandi teatri, chiese ma raramente pensiamo alla piccola biblioteca comunale che sta vicino casa.

E quando pensiamo al fundraising per la piccola biblioteca comunale che sta vicino casa probabilmente non pensiamo a grandi aziende a carattere internazionale.

Ma il bello del fundraising è proprio questo: non c’è limite a quanto di bello puoi costruire se nella tua cassetta degli attrezzi ci sono valori, comunità e devozione.

La lezione di cui si può far tesoro da questa esperienza può essere riassunta in 3 punti:

  1. Per mettere a fuoco i tuoi obiettivi di fundraising parti sempre dalla stesura di un buon documento di buona causa.
  2. Alle aziende non chiedere soldi ma offri loro opportunità.
  3. Una piccola biblioteca pubblica può fare corporate fundraising anche con grandi aziende.
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Matrimonio presso la Biblioteca “La Fornace” di Maiolati Spontini.

1. Scrivi un buon Documento di Buona Causa

Per me è fondamentale partire dalla scrittura del documento di buona causa (DBC) per vari motivi:

  • scrivere aiuta a mettere ordine nelle idee e a verificarne la congruità;
  • scrivere aiuta a prendere impegni con sé stessi: se lo scrivo lo faccio (una delle regole della persuasione);
  • scrivere ci permette di risparmiare tempo dopo, quando dovremo comporre testi per comunicati stampa, power point, ecc.

Nella scrittura di questo documento alcuni consigli sono i seguenti.

Primo consiglio – Metti a fuoco numeri e dati

Nel Documento di Buona Causa per la campagna di fundraising della biblioteca, metti a fuoco numeri e dati.

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Secondo consiglio – Obiettivi pluriennali

Fissa obiettivi strategici e obiettivi operativi in una visione pluriennale (noi lo abbiamo fatto in un’ottica triennale) e stai sempre attento che siano coerenti: nella scrittura degli obiettivi, ricorda che “per ogni obiettivo strategico devi avere almeno un obiettivo operativo”.

Terzo consiglio – Racconta i tuoi valori

Racconta i tuoi valori, poiché danno conto del «tuo perché» (Regola del Golden circle di Simon Sinek: racconta prima il tuo perché, poi come lo fai e solo infine cosa fai: il tuo perché ti rende unico).

Per la Biblioteca La Fornace ne è scaturito un progetto di fundraising dal titolo “La Fornace fuori”. Il progetto punta a coinvolgere tutti quei pubblici che per impegni di lavoro, famiglia, tempo, non riescono a recarsi fisicamente in biblioteca.

2. Formula una proposta per l’azienda

Abbiamo formulato una proposta alle aziende che, prima ancora di essere una proposta economica, è una proposta di valori scambiabili: la biblioteca può offrire qualcosa all’azienda e l’azienda può contribuire allo sviluppo dei servizi per la comunità della biblioteca (gli abitanti del comune di Maiolati Spontini ma anche per i 44 comuni limitrofi che rappresentano un’ampia parte del bacino degli utenti).

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Formula una proposta per l’azienda.

3. Piccole biblioteche per grandi aziende e grandi aziende per piccole biblioteche

Una piccola biblioteca pubblica può fare corporate fundraising anche con grandi aziende a patto che abbia progetti validi, un’ampia comunità di beneficiari, disponibilità al dialogo e alla costruzione di partnership.

Alla proposta hanno aderito due grandi aziende italiane di respiro internazionale con motivazioni diverse. Entrambe le aziende non vendono prodotti al dettaglio, quindi non hanno sales target, né si può immaginare che il sostegno ad una piccola realtà di provincia contribuisca al brand positioning.

Progetto 1

Next Srl offre servizi di digitalizzazione dei processi industriali, data acquisition e deep learning ad altre aziende.

Nello specifico del progetto “La biblioteca luogo che unisce, luogo del fare”, Next Srl ha scelto di utilizzare lo strumento della sponsorizzazione e dell’Art Bonus “al fine di sviluppare – spiega il titolare Nicola Bergantino- i servizi bibliotecari e promuovere la crescita culturale dei dipendenti di Next, oltre che dei cittadini del comune di Maiolati Spontini e delle zone limitrofe. Siamo consapevoli, infatti, che la biblioteca La Fornace rappresenta un importante punto di aggregazione per la conoscenza, la formazione e l’informazione in grado di stimolare lo sviluppo economico e sociale. Dato questo specifico ruolo, e la natura stessa di Next Srl come azienda IT che sviluppa soluzioni “innovative”, l’intento è quello di avere un ruolo di “facilitatore culturale”: poter contribuire alla trasmissione del sapere alla comunità anche in questa modalità, è una sfida che Next Srl vuole fare propria perché la cultura non ha “forma” e il digitale “è solo uno strumento”.

Tra i progetti proposti, infatti, è stato scelto di creare, assieme alla biblioteca, un evento che approfondisca la tematica dell’Intelligenza Artificiale, oltre ad altri corsi di formazione per il 2025.

“Questo progetto – spiega sempre il titolare dell’azienda – rappresenta per Next una preziosa opportunità per “fare rete”, stimolando la curiosità dei cittadini che abitano lo stesso territorio in cui opera la biblioteca, ma non sono consapevoli delle potenzialità ed eccellenze delle software house marchigiane. Infine, tramite questa adesione, i dipendenti di Next miglioreranno la qualità di vita all’interno dell’azienda in un’ottica di welfare aziendale”.

Progetto 2

L’altra azienda che per privacy chiameremo Azienda L progetta sistemi di misura e controllo per migliorare qualità, sicurezza e sostenibilità di processi e prodotti di altre aziende. Chiede alla biblioteca La Fornace di aiutarli nella “messa in ordine” di due biblioteche già esistenti e di aiutarli nel comunicarne l’apertura ai pubblici:

Biblioteca d’impresa

La famiglia dell’Azienda L inizia a raccogliere libri che ritengono utili per loro e per i loro collaboratori: biblioteca d’impresa. Cultura imprenditoriale, cultura manageriale e cultura tecnica.

L’impresa si sviluppa attraverso le competenze dei collaboratori. Ciascuno cresce per merito e passione, attraverso il sapere (studio), il saper fare (competenza), il far fare (delega) e il far sapere (comunicazione).

Di particolare interesse è la parte di volumi dedicati al tema della misura, con contributi giunti da ogni parte del mondo. Ma anche monografie sulle grandi imprese italiane e straniere. Una sezione intera è dedicata ad esempio agli ispiratori dell’impresa: i Merloni, gli Olivetti, Robert Bosch, Verner Von Siemens, etc.

Azienda L è anche un’impresa fortemente radicata nel territorio, che considera risorsa culturale, da cui raccoglie la storia, la cultura e le tradizioni, per condividerle con i suoi collaboratori, clienti e fornitori. Per questo motivo una parte della biblioteca d’impresa è composta da volumi che raccontano la terra nella quale l’impresa affonda le sue radici, la cultura contadina e benedettina della quale si nutre ogni giorno per progettare futuro.

Biblioteca di comunità dell’Abbazia di Sant’Urbano che è un polo culturale (ristrutturato da Azienda L)

Oggi, entrambe queste biblioteche sono state iscritte all’anagrafe nazionale delle biblioteche italiane.

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Campagna di sostengno della Biblioteca “La Fornace” di Maiolati Spontini

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