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5 per 1000 di successo: ingredienti utili e dannosi

da | 23 Feb 2021 | Io penso positivo | 0 commenti

Nella campagna 2021 per la raccolta di adesioni al 5 per mille ci sono opportunità che vengono evidenziate dal riepilogo delle scelte del 2019:

  • Solo il 40,2% dei contribuenti ha destinato il 5 per mille alle organizzazioni iscritte, lasciando scoperto il 59,8% di potenziali “donatori” da sollecitare.
  • Le scelte generiche, cioè di contribuenti che non hanno indicato una specifica organizzazione ma firmato l’adesione, sono 2.261.676.
  • Le firme senza il Codice Fiscale dell’organizzazione sono molto numerose (in percentuale per la cultura e per la ricerca scientifica) ma sono numerose anche per gli altri comparti del 5 per mille.
  • La media donativa a persona è di 30,73€, cioè quanto una piccola donazione.

Questo significa che c’è ampio spazio di manovra per le organizzazioni che finora non hanno ritenuto utile impostare una seria campagna del 5 per mille.

C’è poi un’ulteriore aspetto da considerare: la pandemia di covid-19 ha aumentato nei cittadini la comprensione e la consapevolezza del ruolo fondamentale del settore nonprofit per la coesione e il benessere della Comunità nei settori del sociale, della sanità, della cultura, dello sport e della salvaguardia dei beni comuni.

A quali condizioni si può avere successo?

Una campagna di raccolta adesioni al 5 per mille per le organizzazioni non profit è un insieme di poesia (dal greco poiesis= creazione), passione, rigore, armonia interna all’organizzazione, di contatto significativo con le persone scelte come target della raccolta.

È indispensabile scegliere gli approcci utili e le azioni giuste per comporre un piano operativo equilibrato, mettendo al centro lavoro di squadra, programmazione, analisi dei contatti, monitoraggio delle azioni.

Si devono abbandonare immediatamente ostacoli, resistenze, protagonismi inutili e pessime abitudini mentali e operative.

Non sono positive alcune posizioni storiche:

  • La situazione dell’Uomo solo al Comando in cui presidenti o dirigenti carismatici, molto appassionati, si fanno carico di tutta la parte di sollecitazione delle adesioni al 5 per mille, creando implicitamente il disimpegno degli altri componenti dell’organizzazione. A volte riescono in una buona raccolta, ma rendono debole, meno efficace e meno esteso il messaggio di fondo della propria organizzazione.
  • La resistenza del “No, no io qui ci lavoro!”, per cui operatori, soci e volontari non riescono a coniugare il proprio meritorio lavoro con il sostegno all’organizzazione perché si vergognano di chiedere sostegno alle persone da loro conosciute o ancora peggio non è di loro competenza! È un ragionamento ancora molto diffuso che interroga le ONP sul reale senso di appartenenza dei propri operatori.
  • La cantilena “Tanto già ci conoscono” è la pessima abitudine di molte organizzazioni che solo per il fatto di operare, a volte in maniera eccellente e con risultati e impatti significativi, rinunciano a lanciare campagne per il 5 per 1000 (ci penserà la Provvidenza!).
  • L’intercalare “Pensiamo cose serie e corpose” è ripetuto all’infinito da chi pensa di poter operare solo con i finanziamenti pubblici, presidiando bandi e appalti di servizi senza pensare che alcuni progetti per la Comunità si possono avviare semplicemente a partire dall’adesione dei cittadini e delle imprese senza attendere anni o assessori illuminati.
  • La trascuratezza del “Siamo tranquilli, abbiamo mandato molte email” è un modo di vedere miope che si affida ad un solo canale di comunicazione, a volte neanche ben presidiato, senza analizzare le effettive aperture delle email e senza test di contatto con i destinatari.
  • Il vecchio adagio “Ci pensa il CAF” lascia liberi al disimpegno soci, operatori e volontari di grandi e medie organizzazioni che ritengono (anche contro la legge attuale) di poter affidare i propri progetti e il proprio Codice Fiscale ad altri senza un intervento diretto e proattivo.

Se la vostra organizzazione nonprofit si riconosce anche solo in parte in queste considerazioni, è necessario aprire una riflessione interna (soprattutto in tempi di pandemia in cui ogni euro raccolto è importante per dare ossigeno e sostenibilità ai progetti).

Dopo un’attenta riflessione siamo già “oltre il guado” dell’inconsistenza e dell’inerzia.

Possiamo seriamente pensare ad un metodo e ad un piano operativo dettagliato per la raccolta di adesioni al 5 per mille che, anche nel 2021, ha come termini temporali il 30 Settembre per chi presenta il Modello 730 e il 30 Novembre per chi presenta il Modello Unico.

In bocca al lupo!

Vuoi migliorare?

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