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Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.Fondo Unico per lo Spettacolo: andiamo insieme alla scoperta del FUS

Ogni volta che sentivo i miei amici, che lavorano nel mondo dello spettacolo, parlare del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), mi sembrava sempre si parlasse di un “conclave” esclusivissimo e ambitissimo nel quale entrare era come trovare un’oasi in un deserto. Da quando poi è nato il binomio FUS – Art Bonus entrare a far parte di questo fondo è sembrato ancor di più un’opportunità da non perdere. In molti quest’anno hanno lavorato giorno e notte per poter presentare la domanda di ammissione.
In molti altri permangono dubbi e incertezze. Ecco perché penso che il prossimo corso della Scuola di Fundraising di Roma, che svelerà tutti i segreti utili ad usufruire del Fondo Unico per lo Spettacolo, sia davvero bello e utile da seguire. Finalmente verranno dipanati tutti i dubbi e le incertezze che ancora permangono.
A sollevare i veli, per introdurci ai segreti del FUS, una docente d’eccezione: Martina Di Castri, consulente di fundraising per la cultura e co-Founder di Patrimonio Cultura. Ma siccome, a volte, l’esperienza vissuta è ancora più chiarificatrice, al corso, che sarà on line in due giornate, avremo anche la preziosa testimonianza di Vincenza Pineda, presidente del Teatro Menotti Filippo Perego di Milano.
Per saperne di più, intanto ti consiglio di leggere l’intervista a Martina e a Vincenza. Se poi ti stai ancora chiedendo: “perché partecipare?”, “sarà utile seguire anche per me o i miei colleghi?” oppure più semplicemente stai pensando “si, voglio iscrivermi”, ti basta cliccare qui.
Martina di Castri (Patrimonio Cultura)
Il FUS ha un ulteriore significato in ottica fundraising, ovvero Art Bonus. A questo proposito, cosa implica poter accedere a questo finanziamento?
Accedere al Fondo Unico per lo Spettacolo significa poter candidare la propria organizzazione ad entrare a far parte degli interventi assoggettabili al meccanismo fiscale Art Bonus Misura B. Infatti, un donatore (persona fisica, impresa o ente) potrà accedere a tale beneficio fiscale “se l’erogazione liberale è destinata ad Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica (Musei, Biblioteche, Archivi, Parchi e Aree Archeologiche, Complessi Monumentali), alle Fondazioni lirico-sinfoniche ed ai Teatri di tradizione, delle Istituzioni concertistico-orchestrali, dei Teatri nazionali, dei Teatri di rilevante interesse culturale, dei Festival, delle Imprese e dei Centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei Circuiti di distribuzione, dei complessi strumentali, delle società concertistiche e corali, dei circhi e degli spettacoli viaggianti”, ovvero a tutti i soggetti ammissibili al FUS. Poter usufruire di tale incentivo fiscale significa recuperare il 65% dell’importo erogato sotto forma di credito di imposta. Ad esempio, a fronte di un’erogazione liberale di €1.000, il donatore potrà recuperare un totale di 650€. Art Bonus, oggi, si presenta dunque come uno strumento normativo potente, se ben implementato e comunicato, all’interno di un piano di fundraising integrato che può garantire livelli di sostenibilità e sviluppo di lungo periodo. Un modo per coinvolgere i propri sostenitori e fidelizzarli al proprio progetto.
Il FUS è considerata una linea di finanziamento particolarmente complessa e molte realtà dello spettacolo hanno qualche timore ad approcciarla, è vero?
L’ostacolo più importante da superare per poter approcciare il Fondo Unico per lo Spettacolo consiste in una solida programmazione a garanzia dei requisiti minimi richiesti dalla normativa. Infatti, il FUS è costruito per sostenere un settore strategico ed estremamente variegato come quello dello spettacolo dal vivo. Il punto è strutturarsi, avere un’organizzazione solida, l’ingaggio di artisti, un approccio al lavoro e alla sua tutela e una progettualità artistica concreta che possa valorizzare le proprie peculiarità. Attenzione e impegno per raggiungere i requisiti minimi richiesti rappresentano conditio sine qua non per approcciare questa linea di finanziamento con l’obiettivo di ottenere un contributo stabile e consistente per la propria attività, in un’ottica di lungo periodo.
Per chi può essere più utile questo corso?
Questo corso è utile per tutti gli operatori dello spettacolo dal vivo che hanno alle spalle un’organizzazione anche giovane che crede nel proprio progetto e desidera accedere ad un finanziamento pubblico consistente e fondamentale. Il corso è rivolto sia a chi già ha accesso a tale contributo e vuole migliorare la propria performance in termini di punteggio raggiunto, sia e soprattutto a chi vuole orientarsi all’interno di tale normativa, comprenderne le dinamiche per strutturarsi e candidare il proprio progetto artistico come “prima istanza”. Compagnie teatrali, imprese culturali che operano nello spettacolo dal vivo, circuiti, festival, orchestre, complessi strumentali, progetti trasversali, centri di produzione, associazioni culturali, ecc. Vi aspettiamo per raccogliere le vostre esperienze e sostenervi nella presentazione delle vostre domande presenti e future.
Vincenza Pineda (Teatro Menotti Filippo Perego)
Il FUS è una delle misure più importanti di sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo: cosa comporta per una realtà come il Menotti Teatro Filippo Perego?
L’accesso al FUS garantisce, ciclicamente nel tempo, ad una realtà come Menotti Teatro Filippo Perego una prospettiva di medio-lungo periodo in termini di programmazione. Ciò comporta, per un centro di produzione come il nostro, di poter pianificare investimenti, fissare obiettivi strategici sia in termini artistici, sia in termini di reperimento di risorse. Poter contare sul supporto di un finanziamento pubblico così determinante porta con sé notevoli vantaggi, ovviamente, non solo dal punto di vista della pianificazione, ma anche del riconoscimento a livello istituzionale. Infine, il già citato e importantissimo Art Bonus che offre numerosi vantaggi ai nostri sostenitori che vengono coinvolti costantemente nelle nostre attività e nella nostra programmazione.
Cos’è cambiato con il Covid-19?
Principalmente il cambiamento più consistente in ottica FUS dettato dall’emergenza sanitaria si è concretizzato nella proroga delle scadenze per quanto concerne le rendicontazioni annuali richieste proprio dal FUS. Ovviamente, lo stop forzato delle attività ha reso necessario un ripensamento delle logiche e soprattutto delle tempistiche in oggetto. Era infatti impensabile poter tener fede ad impegni in assenza di programmazione e progettualità immaginate prima di questa tragedia collettiva. Il nostro settore è stato profondamente colpito proprio dalla pandemia e aver goduto di una tregua in questi termini è stato di vitale importanza. Parallelamente, proprio per convergere in un’ottica si sostegno e aiuto ad un settore così diversificato e composito, sono stati rivisti i requisiti minimi per le prime istanze il che ha permesso ad alcune realtà strutturate di fare domanda ed essere ammessi (sempre a raggiungimento di tali minimi), accedendo ad un contributo considerevole che permetterà loro di riprogrammare le proprie attività. Ad oggi, il nuovo triennio e quindi le linee guida indicate per la programmazione non sono ancora state promulgate, restiamo quindi in attesa di conoscere quali saranno le novità eventualmente introdotte.
Vuoi migliorare?
Per dotarti degli strumenti e delle capacità necessari a compilare un piano strategico di applicazione al Fondo Unico per lo Spettacolo, partecipa al corso online dedicato, che Martina Di Castri terrà il 18 e il 25 ottobre 2021. L’investimento richiesto è di soli 130€ + IVA.
Se vuoi maggiori informazioni o vuoi sapere quali sono le agevolazioni puoi richiedere informazioni o contattare Barbara Bagli, responsabile della formazione b.bagli@scuolafundraising.it.

Valeria Romanelli
Chimica, consulente di fundraising ed esperta di pubbliche amministrazioni.
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