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Vi raccontiamo il fundraising e lo facciamo a modo nostro.Fundraising nelle scuole: è possibile farlo?

L’avevamo detto già qui: la raccolta fondi per la Scuola è possibile e già praticata da tantissime scuole italiane ma non in modo strategico.
Il suo sviluppo è legato soprattutto a quanto i dirigenti scolastici e le altre componenti della scuola, inclusi i genitori, sentano forte l’appartenenza all’istituto e abbiano un orientamento ad occuparsi “socialmente” dei beni comuni. Chiaramente è necessario anche che vi sia del personale docente e non che sia adeguatamente formato a fare fundraising.
Proprio in questo senso va il progetto avviato da Fondazione FISM Nazionale che ha avviato un percorso di formazione al fundraising del personale dei vari istituti, chiamando all’azione tutte le federazioni regionali.
La Fondazione svolge attività con finalità di solidarietà sociale nel campo dell’istruzione e dell’educazione a beneficio ed assistenza, anche economica, delle scuole dell’infanzia paritarie aderenti alla FISM e dei servizi prescolastici svolti dalle stesse.
Ne siamo davvero felici; rimane un sogno nel cassetto formare quanti più istituti scolastici possibili al fundraising e questo perché ci sono diversi valori nel praticare il fundraising nelle scuole.
Il primo è sicuramente la possibilità di aumentare le possibilità progettuali (soprattutto quelle straordinarie) e quindi l’offerta formativa, potendo disporre su risorse economiche che vanno oltre il supporto ministeriale e oltre il supporto dei comuni. Questo ne è un bellissimo esempio: https://www.ideaginger.it/progetti/la-scuola-che-vorrei-tempo-di-qualita-outdoor.html
C’è poi il valore aggiunto del senso di appartenenza e coesione che è tipico del fundraising e che si sviluppa sempre di più man mano che cresce la partecipazione attiva della comunità su progetti condivisi. Lo si vede bene in questa campagna di crowdfunding, dove i protagonisti sono proprio tutti gli stakeholders di progetto: i bambini, l’istituto scolastico, le famiglie.
Infine c’è il valore forse più importante: la possibilità di avviare nelle scuole percorsi di educazione al dono.
Questo progetto ne è un bellissimo esempio. Ai bambini di alcune classi (IV e V) delle scuole elementari dell’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” di Legnano (MI) è stato chiesto di correre per raccogliere fondi, impegnandosi in un massimo di 20 giri di campo ciascuno. Ma prima è stato chiesto loro di “cercare sponsor” ovvero persone (mamma, papà, zii, nonni) disposte a donare 1 euro per ogni loro giro di campo (donazione massima quindi di 20 euro). L’occasione è stata la Corsa contro la Fame, un progetto internazionale promosso da “Azione contro la Fame”, organizzazione umanitaria che opera da oltre 40 anni nella cooperazione e che vede gli alunni coinvolti in un’esperienza di conoscenza, consapevolezza e solidarietà volta a occuparsi del problema della malnutrizione infantile, quest’anno a favore del Bangladesh.
Questa campagna di raccolta fondi ha prodotto tanti risultati: parte da una buona causa facile da comprendere anche per un bambino; comporta un momento di educazione civica, poiché responsabilizzando i bambini rispetto ad un problema grave come la malnutrizione infantile li aiuta a diventare più consapevoli, soprattutto in relazione allo spreco alimentare; c’è poi l’educazione al dono, poiché i bambini sono i protagonisti “personal fundraiser” di questa iniziativa; c’è infine lo sport e l’aspetto di “challenge” (chi fa più giri di campo e chi trova più sponsor) che tanto va di moda e qui si fonda su sane esperienze.
Quando le scuole si mettono a fare fundraising non ce ne è per nessuno e gli esempi che vi abbiamo mostrato ne sono prova. Quindi rinnoviamo il nostro plauso a Fondazione FISM Nazionale per aver iniziato questo percorso di formazione e siamo davvero onorati che per farlo abbiano scelto noi di Scuola.

Valeria Romanelli
Chimica, consulente di fundraising ed esperta di pubbliche amministrazioni.

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