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Fundraising e promozione della lettura: tu vuò fa l’americano… o forse no

da | 2 Dic 2019 | Per fare il legno ci vuole l'albero | 2 commenti

Come Scuola di Fundraising di Roma lavoriamo e ci interessiamo al mondo delle biblioteche, delle attività di promozione per la lettura e dei possibili sviluppi in termini di fundraising e formazione da parecchi anni.

Ultimamente, mi sono concentrata sullo studio di buone pratiche fuori dall’Italia, per capire come si muovono gli altri paesi in termini di fundraising e attività di promozione per la lettura.

Di campagne nazionali classificabili come “casi positivi” ne ho trovati numerosi: dagli Stati Uniti al contesto europeo, fino ad arrivare ai paesi in via di sviluppo e all’Europa orientale.

Fra i differenti casi che ho analizzato, mi ha colpito in particolare il Library Giving Day del 2019. È una campagna statunitense lanciata quest’anno dalla Seattle Public Library Foundation in collaborazione con le fondazioni Foundations for King and Pierce County Libraries e con l’agenzia di marketing Carl Bloom Associates.

La campagna prevedeva l’apertura di una piattaforma di crowdfunding per una sola giornata, il 10 aprile 2019.

Il lancio pubblico dell’iniziativa è stato preparato a partire dal 30 gennaio: all’operazione hanno partecipato 192 biblioteche pubbliche di trentanove stati degli USA e quattro province canadesi. Le biblioteche si sono registrate alla piattaforma e hanno usufruito di veri e propri kit di supporto alla realizzazione di una campagna di fundraising che avesse come oggetto alcune attività o un progetto fortemente sentito all’interno della propria realtà.

89 biblioteche fra quelle registrate hanno attivato campagne di raccolta fondi, di cui 78 con ritorni positivi.

Sono stati raccolti 737.000 dollari rispetto ai 580.000 previsti, con un ritorno superiore del 27% rispetto a quello atteso. Il numero totale di donatori è stato di 4.288, con una donazione media di 172 dollari.

L’utilizzo dei social media come strumento di raccolta fondi e di diffusione delle campagne è stato fondamentale: in particolare, tutte le biblioteche con ritorni positivi hanno utilizzato Facebook; trentanove su settantaquattro hanno utilizzato Twitter; trentatré si sono avvalse di Instagram.

Andiamo oltre e guardiamo tutti gli strumenti di fundraising utilizzati:

Library Giving Day Fundraising Initiatives

Library Giving Day Fundraising Initiatives: un po’ di dati.

Com’è possibile vedere, in generale hanno funzionato le campagne integrate, ovvero le campagne in cui sono stati utilizzati in maniera programmata e intelligente più strumenti e più canali on line e off line.

Un altro dato importante, connesso al primo, è che i risultati principali sono stati raggiunti dalle biblioteche e dai sistemi bibliotecari che si sono mossi in anticipo in termini di programmazione.

Un’ultima osservazione, che deriva da uno studio e da un’esperienza un po’ più ampia, è un dato non così evidente: ad aver posto le basi per questo risultato apparentemente fulmineo ci sono il lavoro di rete, l’impiego di competenze e il coinvolgimento di personale e volontari, che sono un elemento portante della cultura americana quando si parla di biblioteche e di attivazione di circuiti ad esse vicine.

“Tu vuo’ fa’ l’americano, ma si’ nato in Italy”, cantavano Carosone e Nisa.

Ok. Accetto questa eventuale osservazione… ma mi viene un po’ da ridere. Perché a noi non manca niente, con le dovute proporzioni in termini di ricchezza e di popolazione. Anzi.

Abbiamo una storia, un livello culturale, contenuti di eccellenza e innovazione, un attaccamento ai nostri valori comunitari e ai nostri territori che sono piuttosto rari da riprodurre.

Lo dimostrano i risultati raggiunti in termini di visibilità, comunicazione e fundraising da numerose biblioteche e sistemi bibliotecari i quali, in questi anni, si sono sperimentati fra Nord e Sud nelle azioni più variegate e nell’utilizzo di strumenti di vario genere, Art Bonus compreso.

Lo dimostrano i numerosissimi donatori (individui, aziende e fondazioni) che hanno sostenuto iniziative in quest’area.

Abbiamo competenze, oltre che contenuti e strumenti nell’area della promozione alla lettura? Numerosi, per fortuna.

Per fortuna, poi, o meglio per lungimiranza, c’è chi nel settore pubblico, il Centro per il Libro e la Lettura in primis, e nel settore privato si è reso conto che bisognava sostenere reti virtuose ed eccellenze con strumenti diversi, innovativi e a cascata.

Un esempio è l’iniziativa annuale “Città che legge” realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e sostenuta attraverso il Fondo Nazionale per la promozione della lettura e della valorizzazione del patrimonio librario attivo dal 2018 e istituito con Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50/2017.

Cosa manca allora? Reti virtuose a livello nazionale? Anche qui, abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Ne voglio citare soltanto una, privata, importante in termini di radicamento territoriale e di capacità di coinvolgimento di volontari con cui abbiamo attualmente il piacere di collaborare in alcune progettualità locali: il programma nazionale Nati per Leggere, in grado di raggiungere oltre 295.000 bambini di età compresa tra 0 e 6 anni con oltre 800 progetti locali che coinvolgono più di 2.000 comuni italiani, oltre 2.200 biblioteche, 1.700 pediatri di base e oltre 6.300 volontari formati e attivi.

Insomma, sembra di essere quasi allo sparo di inizio di una corsa a tappe, alcune veloci altre meno, che sembra avvicinarsi sempre di più.

Perché leggere e tramandare l’amore per la lettura è uno dei principali strumenti per crescere ed esprimersi, per aprire gli occhi e sviluppare capacità critiche, per imparare ad apprezzare il diverso e a farlo proprio, per imparare ad amare l’arte in tutte le sue forme, una delle migliori bussole… anche da adulti.

2 Commenti

  1. Laura

    Molto interessante

  2. Alessandra Furnari

    Grazie, mi auguro davvero possa aprire nuovi spunti e occasioni di riflessione

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