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Riforma del Terzo Settore: è ora di mettersi all’opera

da | Set 30, 2019 | Sportello fiscale | 0 commenti

Ciao a tutti!

Nel mio post di inizio anno vi avevo annunciato, forse con un pizzico di ottimismo, che il 2019 sarebbe stato l’anno in cui avrebbe preso forma il nuovo Registro Unico Nazionale degli Enti del Terzo Settore (il cosiddetto Runts). In tale prospettiva, inoltre, le Onlus, le Associazioni di Promozione Sociale e le Organizzazioni di Volontariato avevano la scadenza del 3 agosto per adeguare i propri statuti alle nuove disposizioni, con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria.

Ora, come tutti ben sapete, le cose sono andate un po’ diversamente…

Facciamo il punto della situazione.

Nel mese di maggio, una circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aveva chiarito, con un’interpretazione secondo me un po’ troppo estensiva delle norme, che la scadenza del 3 agosto non era così perentoria come sembrava, ma costituiva solo il termine entro cui i soggetti sopra menzionati avrebbero potuto modificare i propri statuti usufruendo della procedura semplificata.

Successivamente, in sede di conversione in legge del Decreto Crescita, è stato approvato un emendamento che proroga al 30 giugno 2020 i termini per gli adeguamenti statutari.

Il 18 luglio, in occasione del convegno “Riforma del Terzo settore. Verso il nuovo Registro unico nazionale” organizzato da Regione Lazio e Forum Terzo Settore, con la collaborazione de Il Sole 24 Ore, il dott. Lombardi, direttore generale Terzo Settore e Responsabilità Sociale delle Imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha anticipato quello che potrebbe essere il cronogramma per l’istituzione del Registro Unico:

  • Entro ottobre: approvazione del tanto atteso decreto attuativo;
  • Entro primavera 2020: trasmigrazione nel Runts di odv e aps dai precedenti registri regionali;
  • Entro l’autunno del 2020: messa a regime del Runts per consentire l’iscrizione di tutti gli altri Ets;
  • Nel frattempo è in atto una interlocuzione tra Ministero e Agenzia delle Entrate per gestire il passaggio delle Onlus.

Infine, per concludere la cronistoria, nei mesi di agosto e settembre sono state pubblicate le Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale e per la valutazione dell’impatto sociale.

A questo punto, cosa devono fare le organizzazioni? Innanzitutto occorrerà valutare attentamente la tempistica per gli adeguamenti statutari: infatti, se è vero che la nuova scadenza è fissata al 30 giugno del prossimo anno, è altrettanto vero che, in base a quanto affermato dal dott. Lombardi, le Aps e le Odv saranno le prime a “trasmigrare” dagli attuali registri regionali al nuovo Runts; in quella sede gli Uffici del Registro dovranno verificare il possesso o meno dei requisiti. Sarebbe, pertanto, opportuno che tali organizzazioni, soprattutto quelle più strutturate, comincino già da ora a ragionare su come modificare i propri statuti, per evitare di farlo sotto lo “stress” del controllo da parte del Registro Unico.

In secondo luogo, aspetto secondo me più rilevante, sarebbe poco lungimirante vivere il tempo che ci separa dal prossimo 30 giugno o, comunque, dalla messa a regime del Runts, come un semplice tempo di attesa passiva; al contrario, le organizzazioni non profit dovranno già da ora attivarsi nel convocare i propri organi collegiali, aprire spazi di confronto rivolti ai diversi livelli organizzativi, formarsi ed informarsi sulle tante novità introdotte dalla Riforma.

Come già detto nel mio precedente post, gli enti che risulteranno “vincenti” nel medio e lungo periodo saranno coloro che:

  • Con approccio proattivo si metteranno “subito all’opera” per comprendere come la Riforma impatterà sulla propria organizzazione in termini istituzionali (revisione o valorizzazione della mission, (ri)posizionamento strategico, eventuale modifica della forma giuridica, ecc.) e di struttura organizzativa;
  • Non vedranno la Riforma solo come un coacervo di nuovi adempimenti, ma saranno in grado di cogliere i numerosi vantaggi in essa contenuti e, aggiungo, di trasformare in opportunità anche le nuove prescrizioni (accountability e trasparenza);
  • Approfitteranno di questa fase riformatrice per attivare e/o potenziare i processi di ascolto delle aspettative degli stakeholders e su queste mettere a punto le “domande potenti” su cui costruire le strategie di sviluppo e di crescita.

La tua organizzazione ha bisogno di consigli e assistenza per adeguarsi? Rivolgiti allo sportello fiscale della Scuola.

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