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Volontariato d’impresa, opportunità che produce molti effetti positivi

da | 17 Mag 2021 | Corporate fundraising e non solo | 0 commenti

Negli ultimi anni la richiesta di opportunità di volontariato d’impresa da parte delle aziende è cresciuta. Il 20 aprile è stata presentata la terza fase della ricerca sul volontariato d’impresa realizzata da Fondazione Sodalitas, che ha analizzato il fenomeno dal punto di vista dei dipendenti. Il campione di 2.831 dipendenti provenienti da 17 aziende fa emergere una serie di elementi interessanti che aiutano a comprendere meglio cosa possiamo offrire, noi organizzazioni, e cosa possiamo portarci a casa.

A sentire i dipendenti, le motivazioni per cui le aziende dovrebbero praticare questo tipo di iniziative vanno ricercate in un’area motivazionale che guarda all’esterno ed in una che prende in considerazione l’interno. La prima riguarda in particolare il miglioramento della reputazione aziendale e la costruzione di migliori relazioni con la comunità e il territorio, mentre la seconda ha la ragion d’essere nel rafforzamento dello spirito di squadra e nello sviluppo di un senso di responsabilità sociale del dipendente.

Le motivazioni che spingono il dipendente ad aderire alle iniziative di volontariato sono invece legate certamente a questioni più personali. Infatti, spiccano la sensibilità individuale verso il volontariato in generale e la possibilità di rispondere ad un bisogno concreto della comunità.

Volontariato d'impresa: le motivazioni

Volontariato d’impresa: le motivazioni.

È interessante – e forse anche sorprendente – come per oltre l’84% del campione l’esperienza risulti assolutamente positiva.

Il principale valore che viene attribuito dai dipendenti all’attività di volontariato sta nel fare qualcosa di concreto per gli altri (50%). Fondamentale, perciò, che si offra un’attività con una forte dose di concretezza, attraverso l’individuazione di obiettivi condivisi in anticipo. I dipendenti sono invece meno attratti dalle attività di raccolta fondi da svolgere durante il volontariato.

Per quel che riguarda l’area geografica, vi è una preferenza per le attività che aiutino il territorio locale, inteso come il quartiere o la città in cui ha sede l’azienda.

Infine, è molto interessante come dalla ricerca emerga che il 70% dei dipendenti preferirebbe partecipare ad attività di volontariato d’impresa che facciano parte di un programma continuativo, che offra l’opportunità di partecipare più volte l’anno e per più anni. Il rapporto continuativo produce effetti positivi sia sull’organizzazione sia sull’azienda. Per l’organizzazione significa poter contare su un rapporto pluriennale; per le aziende gli effetti positivi si vedono sulla partecipazione a tali programmi. Infatti, con il passaparola tra i dipendenti è prevedibile un aumento della partecipazione. Partecipazione che, per il 67% dei casi, va oltre il semplice orario di lavoro.

Ultimo impatto positivo da evidenziare riguarda il comportamento donativo. Il 9% dei volontari ha infatti iniziato a fare donazioni all’associazione con la quale ha collaborato. Viste le difficoltà ad acquisire nuovi donatori, una redemption del 9% su un nuovo target, non è un risultato da buttar via. Impatti positivi vi sono anche sulla filantropia in generale, in quanto il 6% dei rispondenti ha intensificato le proprie donazioni mentre il 12% è diventato più consapevole nel farle.

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