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Donare 3.0, le tendenze della donazione online in Italia: intervista a Valeria Vitali di Rete del Dono

da | 8 Set 2020 | Insalate di cibernetica | 0 commenti

Ho il piacere oggi di fare qualche domande a Valeria Vitali di Rete del Dono sull’ultima ricerca Donare 3.0, uno dei pochissimi rifugi dove chi si occupa di digital fundraising in Italia può trovare riparo.

Quest’anno più che mai siamo stati chiamati ad essere protagonisti della rivoluzione digitale e, diciamocelo, abbiamo fatto i salti mortali per stare al passo. Donare 3.0 conferma questa tendenza e, anzi, mi fa davvero ben sperare.

Ma smetto di parlare io e lascio la parola a Valeria, la vera colonna di questa preziosa ricerca.

Intervista a Valeria Vitali di Rete del Dono

Ci racconti in tre parole cosa è Donare 3.0?

“Donare 3.0”, lo studio promosso da PayPal e Rete del Dono e commissionato a BVA Doxa, monitora la percezione a donare degli onliner in Italia e osserva eventuali barriere, abitudini o atteggiamenti che caratterizzano il loro comportamento.

Ci dai i tre valori più importanti che, secondo te, sono emersi in quest’ultima edizione della ricerca?

  1. Volano le donazioni via mobile, che sono il 36% del totale.
  2. Aumentano i giovani che donano ma sono gli anziani a guidare la classifica. Infatti oltre otto intervistati su dieci affermano di aver donato nel 2019, percentuale che vola all’87% tra i baby boomers.
  3. A crescere è soprattutto il fundraising online, dato che il 22% degli intervistati dice di aver donato via Internet, modalità seconda soltanto ai contanti, in discesa al 40%.

Sul fronte personal è interessante anche questo dato: gli eventi personali sono uno degli strumenti più noti per avvicinarsi alla donazione online, cioè in tanti donano per fare un regalo di compleanno o di matrimonio, così come gli eventi sportivi. Cresce la fiducia nel crowdfunding ma, soprattutto, calano le barriere al dono online. Una sola rimane forte: l’organizzazione a cui si è legati non prevede donazioni via Web.

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Personal fundraising: l’importanza crescente degli eventi nel fundraising online.

Credi che le organizzazioni debbano provare a portare i donatori dall’home-banking all’utilizzo di carte di credito o altri sistemi analoghi on line?

Credo fermamente nella multicanalità. Le organizzazioni per raggiungere i propri pubblici dovrebbero:

  1. Presidiare tutti i canali – online e offline – in modo tale da soddisfare i propri utenti, a prescindere dal canale che utilizzino per interagire con l’organizzazione. Questo approccio è fondamentale per essere vicini a utenti e donatori.
  2. Offrire tutte le modalità di donazione per andare incontro il più possibile ai propri utenti, sostenitori e donatori. Quindi, se oggi i dati ci dicono che il 36% degli onliner italiani dona da mobile, significa che devo avere un sito mobile responsive e offrire la possibilità di donare da mobile.

Quanto è importante secondo te rendicontare tramite il Web ai donatori “digitali”? (Te lo chiedo perché tante organizzazioni ancora si ostinano a mantenere online l’acquisition e offline la retention)

In primis ritengo che non abbia più senso sdoppiare la comunicazione e che la scelta vincente sia quella di comunicare in modo uniforme ed efficace su tutti i canali. Non è detto che se io doni con bollettino non consulti il Web per raccogliere informazioni sull’organizzazione per cui ho donato. La coerenza e la consistenza delle informazioni è importante.

Oggi credo che la vera sfida sia quella di semplificare la comunicazione condividendo ciò che è veramente importante per il donatore in modo semplice e coinvolgente, ad esempio:

  • Raccontare cosa ho fatto con i fondi raccolti, non limitandomi a un report ma dando vita, con video-interviste o altri strumenti coinvolgenti, a quello che faccio concretamente di positivo per il territorio.
  • Chi ho aiutato, dando voce ai beneficiari.
  • Devo assolutamente valorizzare l’impatto sociale del mio lavoro sul territorio: per esempio raccontando come ho contribuito a ridurre del 20% la povertà sociale nel mio quartiere, ecc.

Spesso si punta a condividere il bilancio sociale o altri informazioni che per il singolo donatore sono difficili da comprendere e digerire. Semplifichiamo e diamo spazio a chi beneficia del mio servizio per far raccontare dal vivo e in modo semplice e diretto cosa sto realizzando sul territorio.

“Il 71% degli italiani afferma di non donare a enti che non gli permettono di verificare come vengano utilizzate le donazioni e i risultati raggiunti grazie a queste ultime”, racconta Antonio Filoni, Partner & Head of Digital di BVA Doxa. “Gli utenti chiedono linguaggi semplici, trasparenza e continuità, con tutti gli strumenti messi a disposizione dal digitale non è accettata l’idea di essere informati dalla non profit solo una volta all’anno, per chiedere fondi. Non solo; anche la comunicazione va rivista in un ottica di positività e ottimismo, non di pietismo e pessimismo”.

Vuoi migliorare?

A inizio ottobre Michele Messina terrà il suo Laboratorio specialistico di Digital fundraising, un appuntamento imperdibile e fondamentale per tutti coloro che vogliono costruire il proprio percorso nel settore del fundraising attraverso il Web. Partecipa anche tu (e se ti iscrivi anche al secondo modulo l’investimento varrà ancora di più la pena)!

Se vuoi maggiori informazioni o vuoi sapere quali sono le agevolazioni puoi richiedere informazioni o contattare Barbara Bagli, responsabile della formazione b.bagli@scuolafundraising.it.

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